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Progetto
Guadagnare Salute, il Formez ha premiato al
Forum PA le 38 pratiche eccellenti nel settore
della prevenzione
di Andrea Ugolini
Sono 38 le esperienze eccellenti che
hanno ottenuto lo scorso 12 maggio al Forum PA
il premio di migliore pratica di prevenzione del
programma Guadagnare Salute. Il Ministero della
Salute ha sviluppato negli ultimi due anni
l'idea forte di promuovere i sani stili di vita
in tutte le politiche per spingere le comunità
locali a rafforzare i piani per la salute dei
cittadini e rafforzare le abitudini di vita più
virtuose. I casi esemplari sono il cuore del
progetto "Esperienze Intersettoriali delle
Comunità Locali per Guadagnare Salute", nel
cui ambito il Formez ha assegnato il premio di
€ 15.000 ad ognuna delle 38 esperienze
eccellenti della prevenzione italiana. Il
Formez ha premiato le pratiche
validate come migliori nell'ambito delle 330
complessivamente inserite nella banca dati. Sono
stati premiati i due migliori casi in ogni
regione e sono 38 anzichè 40 perchè Abruzzo e
Calabria hanno avuto un solo riconoscimento. Nel
corso del convegno è intervenuto l' Assessore
siciliano alla Sanità Massimo Russo per
premiare le pratiche della propria regione e per
sottolineare i grandi sforzi di risanamento dei
debiti. “Ha vinto la politica sanitaria messa in
atto in Sicilia - ha proseguito l'Assessore
Russo – “e non è stata un’impresa facile
perché quando dieci mesi fa il Presidente della
Regione Sicilia Raffaele Lombardo mi ha
assegnato l'incarico alla sanità, ho ricevuto
un'eredità molto pesante: bisognava recuperare
900 milioni di deficit accumulati in 3
anni e io ho sentito l'esigenza di cambiare le
cose attraverso le regole, abbattendo il debito
e riducendo l’ospedalizzazione".
La Banca dati con le 330
migliori esperienze di Prevenzione in
Italia, l’attivazione di una Comunità di
Pratiche dei Referenti delle Esperienze e il
percorso formativo sulla prevenzione costruito
su misura per soddisfare i bisogni di
apprendimento dei referenti sono le tre
principali realizzazioni che il Formez ha
presentato ai numerosi tecnici e amministratori
sanitari presenti in sala. Presso lo stand
l’istituto ha distribuito i tre prodotti
all’interno di 1000 pen drives in linea
con le direttive del ministro Renato Brunetta
per digitalizzare i servizi della Pubblica
Amministrazione entro il 2012. Sul sito
www.formez.it
è possibile consultare l’intera banca dati delle
esperienze, cliccando sul link
http://win.aegov.com/survey/salute.asp.
“Investire nella prevenzione
significa rendere sostenibile il sistema” - ha
osservato il Direttore Generale del Formez
Marco Villani – “perché la salute punta su
obiettivi di sistema mentre la sanità lavora
sulle prestazioni quando i danni dei
comportamenti non salutari sono già stati
prodotti”. Il Direttore Villani e il
Presidente della
Regione Molise Michele Iorio hanno
consegnato gli assegni alle amministrazioni
vincenti per incoraggiare gli enti locali a
rafforzare e diffondere sul territorio le buone
pratiche della buona alimentazione,
dell’attività fisica, del contrasto al fumo e
all’abuso di alcool visto che la malattie
croniche legate a stili di vita sbagliati hanno
provocato a livello mondiale 35 milioni di
morti nel 2005. Per dare una svolta alla
situazione occorre un grande sforzo di
collaborazione di tutti gli operatori – ha
notato la dirigente dell’Ufficio II D.G.
Prevenzione e Comunicazione del Ministero della
Salute Daniela Galeone - perché “la sfida
è quella di cambiare lo stile di vita degli
italiani e questo è possibile solo se tutti i
comparti lavorano secondo un programma d’azione
condiviso, altrimenti i singoli interventi
avranno un successo effimero e non saranno in
grado di mutare i comportamenti delle persone.
“L’obiettivo è rafforzare i
casi eccellenti e caratterizzarli sempre più
come azioni di prevenzione durature e costanti
sul territorio” – ha osservato la responsabile
del Progetto Silvia Boni – “e visto il
successo dell’iniziativa, abbiamo deciso di
riaprire l’accesso alla Banca Dati fino al 31
dicembre 2009 in modo che gli operatori
possano continuare ad avere un importante spazio
per inserire nuove esperienze ed avere la
possibilità di diffondere la loro attività.
Abbiamo lavorato sull’intero territorio
nazionale per la ricerca delle pratiche - ha
concluso Boni – per arrivare a produrre
l’unico database ufficialmente riconosciuto dal
Ministero della Salute. Per informazioni
contattare la Responsabile Dottoressa Silvia
Boni (tel.
06 84892265; 06 84892371; 06 84892210
sboni1@formez.it).
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Elenco Vincitori Buone Pratiche |
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Regione |
Titolo |
Amministrazione |
Referente |
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Abruzzo |
Prevenzione dell'obesità nella Regione
Abruzzo |
ASL Avezzano-Sulmona |
Rossana Cassiani |
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Basilicata |
Valutazione stato nutrizionale e
attività fisica di una popolazione
scolastica di età compresa tra i 6 e 13
anni "mangiar bene e vivere sani" |
Ospedale - ASL 4 Matera |
Carmela Bagnato |
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Basilicata |
Prevenzione, diagnosi e cura del
sovrappeso e dell'obesità in età
evolutiva nell'ASL 1 di Venosa (PZ) |
ASL 1 Venosa |
Luciana Santangelo |
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Calabria |
"Walking in the city: vivi la città,
muoviti di più" |
Azienda Sanitaria Provinciale di
Catanzaro |
Annalisa Spinelli |
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Campania |
Alimenti alla luce del sole |
ASL 1 Benevento |
Danila Carlucci |
|
Campania |
Il tempo sos..peso |
ASL 2 Salerno |
Felicia Iannuzzi |
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Emilia-Romagna |
Tutti i gusti sono giusti. Attivare una
rete locale culturalmente competente in
etno-nutrizione |
AUSL Bologna |
Augusta Albertini |
|
Emilia-Romagna |
Progetti intersettoriali di Comunità per
la promozione di una sana alimentazione
e di una regolare attività fisica a
partire dall'infanzia |
AUSL Modena |
Alberto Tripodi |
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Friuli Venezia Giulia |
Merenda sana uguale per tutti e
movimento: un'associazione vincente |
ASS 6 Pordenone |
Silvana Widmann |
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Friuli Venezia Giulia |
Operatori della sanità liberi dal fumo |
ASS 1 Triestina |
Riccardo Tominz |
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Lazio |
Alimentazione è Salute. Percorsi di
counseling nutrizionale per famiglie,
per la promozione di corretti stili di
vita e la prevenzione delle malattie
cronico-degenerative |
ASL Roma B |
Luciana Olivieri |
|
Lazio |
Adolescente-mente |
ASL Latina |
Antonio Graziano |
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Liguria |
Se guidi non bere |
ASL Genova |
Anna Maria Micantoni |
|
Liguria |
Progetto educazionale "le mille anime
del cibo" |
ASL 3 Genovese |
Cinzia Salani |
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Lombardia |
Alcol meno è meglio |
ASL Cremona |
Emanuele Sorini |
|
Lombardia |
Piano integrato per il diritto alla
salute della Città di Mantova |
Comune di Mantova |
Umberto Fioravanti |
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Marche |
"Respiriamo Liberi". Programma di
prevenzione e trattamento del tabagismo
a livello zonale (ex-ASL) con
sperimentazione di un intervento di
comunità presso il Comune di Camerano |
ASUR Marche - Zona Territoriale 7 Ancona
- Dipartimento di Prevenzione |
Stefano Berti |
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Marche |
Progetto Interambito "Ragazzi al Centro
- Crescere Insieme" (D.G.R. n. 172/05) |
ASUR Marche - Zona Territoriale 10
Camerino |
Anna Ricci |
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Molise |
Pianeta giovani: progetto
interistituzionale di prevenzione del
disagio giovanile |
ASL Molise |
Maria Letizia Ciallella |
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Molise |
Progetto "ANDROMEDE". Indagine
epidemiologica per la prevenzione
alcologica in fasce d'età |
Istituto Istruzione Superiore |
Incoronata Ricciardella |
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Piemonte |
Proteggiamo la salute |
ASL 4 Torino |
Alberto Massasso |
|
Piemonte |
MAGIA (Movimento Alimentazione Gioco
Iniziativa Amicizia) |
ASL 4 Torino - Regione Piemonte |
Maurizio Gottin |
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Puglia |
Giocosport |
ASL 6 Mola di Bari - Distretto
Sociosanitario |
Maria Tateo |
|
Puglia |
Scegliere la strada della sicurezza -
Programma prevenzione degli incidenti
stradali alcool correlati |
ASL Brindisi |
Liborio Rainò |
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Sardegna |
Progetto tabagismo. Prevenzione,
diagnosi, cura e riabilitazione - corso
di formazione operatori, prevenzione
nelle scuole 2007/8 e 2008/9 - gruppi di
terapia di disassuefazione dal fumo |
ASL 2 Olbia |
Salvatore Carai |
|
Sardegna |
Scuola alcologica ASL 2 Olbia |
ASL 2 Olbia |
Salvatore Carai |
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Sicilia |
Ambulatorio del fitness e qualità della
vita |
Azienda Ospedaliera Policlinico di
Messina |
Stefano Conte |
|
Sicilia |
Pianificare "in rete", a livello
regionale e locale interventi di
promozione e sostegno allo svolgimento
di un'adeguata attività motoria nella
popolazione in generale e con
particolare riguardo ad alcune fasce |
ASL 2 Caltanissetta |
Grazia Colletto |
|
Toscana |
Il gusto di stare insieme |
Comune di Vecchiano |
Adolfo Del Soldato |
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Toscana |
Programma di interventi per la
prevenzione dell'obesità infantile |
AUSL 4 Prato |
Giuseppe Vannucchi |
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Trentino Alto Adige |
Mensa - Interscuola |
Intendenza Scolastica Italiana Bolzano |
Valeria Ribolli |
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Trentino Alto Adige |
La biblioteca del benessere |
Comune di Arco |
Cristina Bronzini |
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Umbria |
Patente "De Iuventute" |
ASL 1 Umbria |
Guido Monacelli |
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Umbria |
"E io...non lo mangio" percorso di
conoscenza del valore relazionale del
cibo |
ASL 4 Terni |
Mirena Angeli |
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Valle D'Aosta |
Prevenzione e cura dell'obesità
infantile: strategie per un intervento
integrato. |
AUSL Valle D'Aosta |
Massimo Mazzella |
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Valle D'Aosta |
Premia Grand Combin |
AUSL Valle D'Aosta |
Silvio Giono Calvetto |
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Veneto |
Salute è benessere |
ULSS 6 Vicenza |
Angiola Vanzo |
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Veneto |
Progetto Piedibus |
ULSS 7 Veneto |
Tiziana Menegon |
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Concluso il
convegno "Lo Sport come Farmaco"
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Curiosità
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Scritto da Paolo De
Grazia |
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Organizzato
dall’Associazione Made in Sicily, si è
concluso a Messina il convegno sul tema “Lo
Sport come Farmaco”, caratterizzato
dall’intervento di autorevoli esperti.
Con
le relazioni sull’attività fisico-motoria
dei disabili e dei diversamente abili motori
resa dal M° Angelo Minissale,
sulla Palestra Ambulatorio resa dal
Dott. Stefano Conte, sull’attività
degli Operatori nei rapporti umani con la
Terza Età è i diversamente abili resa dal
Dott. Antonio Celona, sugli Stili
di Vita a cura del Sig. Vittorio
Cocivera si è concluso il convegno
sullo “Sport come Farmaco” , che ha avuto
autorevole moderatore nel Dott.
Serafino Ciraolo.Nella giornata
precedente dei lavori si sono alternati al
tavolo dei relatori la Dott.ssa
Maria Francesca Catalano, che ha
intrattenuto sull’alimentazione e la
nutrizione nella Dieta Mediterraea, e il
Prof. Giovanni Saija Bisazza
che ha relazionato sull’attività ludico
motoria della Terza Età.Tutti di assoluto
rilievo gli interventi dei convegnisti, fra
i quali si segnala il contributo audio-video
del Prof. Carmelo Campagna,
illustrativo delle esperienze d’integrazione
fra normodotati e diversamente abili a cui
attende l’Istituto Antonello di Messina.Degni
di particolare nota gli interventi del
Comandante della Marina Militare
Francesco Potenza e del Preside
dell’Istituto Marconi Prof. Claudio
Stazzone.
Fonte:
Radiomessinasud.com |
LO SPORT come
FARMACO
Convegno sulle pratiche
ludico-motorie e fisico-sportive e corretti stili di
vita con particolare nell'applicazione alla Terza
Età ed alla Disabilità motoria Per gli Insegnanti di
Educazione Fisica, I Dirigenti ed ai Tecnici delle
Associazioni Sportive, Gli Operatori del Sociale
Messina 17 – 18 Marzo 2009 – Auditorium "Istituto
Don Orione" A parziale modificazione di quanto
precedentemente comunicato ed esposto negli affissi
informativi, si prega di prendere nota che il
Congegno lo , anziché nel Teatro avrà luogo
nell'Auditorium del medesimo Istituto Don Orione di
Messina – Viale San Martino Messina -
Fonte:
Intornoamessina.it



Lo
Sport
come
Farmaco,
convegno
a
Messina
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Curiosità
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Scritto
da Paolo
De
Grazia
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Il
meeting
si tiene
nell’Auditorium
dell’Istituto
Don
Orione.
Organizzato
dall’associazione
Made in
Sicily
si
svolgerà
martedì
17 marzo
e
mercoledì
18,
nell’Auditorium
dell’Istituto
Don
Orione
il
convegno
sul
tema:
“Lo
Sport
come
Farmaco”.
I lavori
avranno
inizio,
domani,
alle
15.00
con
l’introduzione
curata
dal
presidente
dell’
associazione
Made in
Sicily,
Serafino
Ciraolo.
Seguiranno
le
relazioni
della
dietista
nutrizionista,
Maria
Francesca
Catalano,
che
parlerà
de
“L’Alimentazione
e la
nutrizione
nella
dieta
mediterranea”
e del
docente
di
educazione
fisica
del
Minutoli,
Giovanni
Saija
Bisazza,
che si
soffermerà
su
“L’attività
ludico-motoria
nella
Terza
Età”.Il
Convegno
proseguirà
mercoledì
18 marzo
alle
9,30 con
l’intervento
del
presidente
del MSP
Messina,
Angelo
Minissale,
che
relazionerà
su
“L’attività
fisico-motoria
dei
disabili
e nei
diversamente
abili
motori”.
Alle 11,
Stefano
Conte,
specialista
di
malattie
metaboliche
si
soffermerà
su
“L’ambulatorio-Palestra”.
Infine,
Antonio
Celona,
presidente
CSAIN
Messina,
relazionerà
su
“L’attività
degli
operatori
nei
rapporti
umani
con la
terza
età ed i
diversamente
abili”.
Fonte:
Radiomessinasud.com
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LO SPORT come FARMACO
Periodo: 17/03/2009 - 18/03/2009
Programma:

Convegno sulle pratiche ludico-motorie e
fisico-sportive e corretti stili di vita con
particolare nell’applicazione alla Terza Età ed alla
Disabilità motoria Per gli Insegnanti di Educazione
Fisica, I Dirigenti ed ai Tecnici delle Associazioni
Sportive, Gli Operatori del Sociale Messina 17 – 18
Marzo 2009 – Auditorium “Istituto Don Orione”
A parziale modificazione di quanto precedentemente
comunicato ed esposto negli affissi informativi, si
prega di prendere nota che il Congegno lo
, anziché nel Teatro avrà luogo nell’Auditorium del
medesimo Istituto Don Orione di Messina – Viale San
Martino Messina -.
In loco sarà diposta apposita cartellonistica guida
dei percorsi.
Resta conformato il crono programma orario,
congiuntamente alla scaletta degli interventi ;
consultabili al sito web www.madeinsicilymessina.it
Si coglie l’occasione per rammentare che agli
intervenuti verrà rilasciato un
; pertanto, si pregano vivamente quanti interessati
di far pervenire in tempo utile la scheda di
adesione liberamente scaricabile alla pagina web
http://www.madeinsicilymessina.it/Sport_come_Farmaco.asp.
Fonte:
Revestito.it
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martedì 17 marzo 2009
“Lo Sport come Farmaco”. All’Istituto Don Orione il
convegno organizzato dall’associazione “Made in
Sicily”
Organizzato
dall’associazione “Made in Sicily” si svolgerà
martedì 17 marzo e mercoledì 18, nell’Auditorium
dell’Istituto Don Orione il convegno sul tema: “Lo
Sport come Farmaco” .
I lavori avranno inizio,
domani, alle 15 con l’introduzione curata dal
presidente dell’associazione “Made in Sicily”,
Serafino Ciraolo.
Seguiranno le relazioni
della dietista nutrizionista, Maria Francesca
Catalano, che parlerà de “L’Alimentazione e la
nutrizione nella dieta mediterranea” e del docente
di educazione fisica del Minutoli, Giovanni Saija
Bisazza, che si soffermerà su “L’attività
ludico-motoria nella Terza Età”.
Il Convegno proseguirà
mercoledì 18 marzo alle 9,30 con l’intervento del
presidente del MSP Messina, Angelo Minissale,
che relazionerà su “L’attività fisico-motoria dei
disabili e nei diversamente abili motori”. Alle 11,
Stefano Conte, specialista di malattie
metaboliche si soffermerà su
“L’ambulatorio-Palestra”. Infine, Antonio Celona,
presidente CSAIN Messina, relazionerà su “L’attività
degli operatori nei rapporti umani con la terza età
ed i diversamente abili”.
Fonte:
Il Cittadino di Messina
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CESV
Newsletter N.6 del 9 Marzo 2009
Martedì 17
convegno su “Lo Sport come Farmaco”
L'associazione "Made in
Sicily" organizza martedì 17 marzo, al Don Orione di Messina
(viale San Martino), un convegno su "Lo Sport come Farmaco",
dalle ore 15, con particolare attenzione alla terza età e al
tema della disabilità motoria, rivolto agli insegnanti di
educazione fisica, a dirigenti e tecnici delle associazioni
sportive e agli operatori del sociale.
Occorre compilare la scheda di adesione entro il 13 marzo e
avere tutte le informazioni sul programma e sul progetto sul
sito
www.madeinsicilymessina.it/Sport_come_Farmaco.asp.
Fonte:
CESV Messina |
L'appuntamento fissato per il 4 ottobre

Convegno del CONI sul Wellness
la prescrizione dell'esercizio fisico
Siracusa – Si terrà domenica 4 ottobre dalle ore 09.00 nella sala convegni Hotel club Helios di viale Lido a Noto Marina, il 5° convegno regionale “Sport per tutti Scienza e tecnica del Wellness: la prescrizione dell’esercizio fisico”, organizzato dal Comitato Regionale C.O.N.I. Sicilia, il Comitato Provinciale Coni di Siracusa e la F.M.S.I. della Sicilia, con la collaborazione delle Facoltà e Corsi in Scienze Motorie delle Università della Sicilia. Il V Convegno sullo “Sport per tutti” è stato programmato per coinvolgere, in un grande evento scientifico i Comitati Provinciali CONI ed FMSI ed i Corsi e le Facoltà di Scienze Motorie Universitarie della Sicilia.
Il Convegno è stato deliberato dalla Giunta Regionale del CONI della Sicilia a seguito del grosso successo delle precedenti edizioni: la prima, svoltasi ad Acireale nel 2005 con la partecipazione di quasi 300 iscritti, ha iniziato un percorso formativo e di confronto, tra tutti gli addetti al mondo dello sport tecnici e medici, continuato sempre con grande successo di tematiche svolte e di pubblico presente nelle successive edizioni presso l’Università di Messina 2006, Palermo 2007 ed Enna 2008.
L’attività fisica a scopo preventivo-terapeutico si distingue dall’attività sportiva sia per la finalità del movimento ma anche perché non tutti possono praticare tutti gli sport (“attività motoria finalizzata all’esecuzione di un gesto atletico specifico”) mentre tutti quanti possono essere o diventare fisicamente attivi con l’esecuzione del movimento e della prescrizione personalizzata della sport-terapia anche in soggetti sani e malati (cardiopatici, obesi,ipertesi o diabetici): “un movimento corporeo specifico dovuto a contrazione della muscolatura scheletrica ed associato ad un consumo energetico prevalentemente aerobico.
L’importante e moderna ricerca medico-sportiva, che pone l’Italia quale nazione di studio all’avanguardia nel mondo, si pone come obiettivo di riuscire a somministrare il movimento come fosse un farmaco insieme ai medicinali tradizionali la cui posologia sarà certamente ridotta se la prescrizione della ginnastica è stata correttamente valutata ed eseguita.
Medici di famiglia, medici sportivi, laureati in Scienze Motorie, impianti sportivi devono essere pronti e preparati per migliorare gli stili di vita ed avviare al Wellness il cittadino per assicurare un migliore stato di salute.
Il Ministero della Salute recependo il piano nazionale sanitario( che prevede come obiettivo primario “.. promuovere anche negli anziani comportamenti e stili di vita positivi per la salute in grado di prevenire condizioni di morbosità, disabilità e mortalità pre-matura , attraverso azioni concernenti: alimentazione, fumo, alcool e attività fisica.”), insieme all’Università, al CONI ed alla Federazione Medico Sportiva Italiana ha l’obbligo di programmare ed attuare una serie di iniziative formative ed attuative per migliorare lo stato di salute psico-fisica del cittadino.
Presenti all’incontro l’assessore regionale allo sport, Nino Strano, il presidente del Coni Sicilia, Massimo Costa e il presidente del comitato provinciale di Siracusa, Pino Corso.
Fonte: giornaledisiracusa.it
Quelle «cattive abitudini» negli anziani
Pur avendo sconfitto il cancro, prestano poca attenzione alla salute. Invece, sport e dieta sono di grande aiuto per limitare gli effetti collaterali della chemioterapia, prevenire le ricadute e rallentare l’invecchiamento
Hanno sconfitto un tumore, eppure non si prendono granché cura della propria salute. È questa la «fotografia di gruppo» che meglio sembra ritrarre gli anziani lungo-sopravviventi oncologici, ovvero chi ha passato i 65-70 anni d’età e si è lasciato alle spalle il cancro da più di cinque. A scattarla è uno studio pubblicato sul numero di settembre della rivista Cancer che riporta le cattive abitudini degli ex-malati seniores soprattutto per quanto riguarda dieta e ginnastica. E dimostra le migliori condizioni fisiche di chi segue un’alimentazione corretta e fa regolarmente un po’ di movimento. Con un profitto dal punto di vista della qualità di vita in generale: meno stress, minori disabilità e, di conseguenza, inferiori costi per le cure dei vari «acciacchi».
CANCRO, MALATTIA TIPICA DELLA VECCHIAIA - Ogni anno, in Italia, si contano circa 250mila nuovi casi di tumore. Di questi, più del 60 per cento viene diagnosticato in persone di oltre 65 anni e, dato l’andamento attuale della demografia dei Paesi più sviluppati, la percentuale è destinata ad aumentare. Già oggi, del resto, l’incidenza del cancro è strettamente connessa con l’età: il rischio di sviluppare una neoplasia dopo i 65 anni è infatti circa quaranta volte più alto rispetto a quello di quando si ha tra i 20 e i 44 anni, e circa quattro volte quello medio della fascia tra i 45 e i 64 anni. Infine, ad oggi, le stime parlano all’incirca di un milione e 800mila lungo-sopravviventi nel nostro Paese, più della metà anziani.
LO STUDIO – I ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York hanno analizzato i dati relativi a 753 pazienti over 65 che avessero superato almeno da cinque anni una diagnosi di carcinoma alla mammella, alla prostata o al colon retto. I partecipanti hanno risposto a questionari riguardanti dieta, esercizio, peso, funzionalità fisica e salute mentale. E, stando alle risposte ottenute, gli anziani si preoccupano troppo poco del proprio benessere: per esempio, in media dedicano soltanto dieci minuti alla settimana allo sport e solo il sette per cento degli intervistati rispetta delle sane regole alimentari. E’ però emerso chiaramente dalle risposte date che gli ex-malati obesi hanno una qualità di vita peggiore rispetto a chi, guadagnandone in vitalità e funzionalità fisica, ha dichiarato di fare ginnastica e seguire una dieta equilibrata.
TENERSI IN FORMA PER CONTRASTARE L’INVECCHIAMENTO – Il peso gioca un ruolo fondamentale. Se da un lato gli anziani sono a rischio obesità, proprio perché tendono a impigrirsi e diventare sedentari, dall’altro – soprattutto i pazienti sottoposti a chemioterapia – possono essere esposti a dimagrimento eccessivo, anemia, calo di forze. Il pericolo, quindi, è duplice: pesare troppo o troppo poco ha gravi controindicazioni, sia prima che dopo un tumore. «E’ importante, indipendentemente dal cancro, che anche in età senile si faccia una moderata attività fisica perché aiuta a preservare l’autonomia motoria minacciata dalla vecchiaia» sottolinea Silvio Monfardini, responsabile del Programma di Oncologia Geriatrica alla Fondazione Don Gnocchi di Milano e all’Istituto oncologico veneto. Certo, è ovvio, in base alle possibilità di ciascuno: uscire per la spesa, tenere in ordine la casa, ma anche fare sport a livelli intensi. «Nella vasta ed eterogenea classe degli over 65 ci sono molte differenze – prosegue Monfardini -, ma una regola vale per tutti i malati oncologici: tenersi in forma è utile sia per affrontare al meglio i trattamenti anticancro, sia per godere di maggiore benessere dopo».
GINNASTICA E DIETA CONTRO GLI EFFETTI COLLATERALI DELLE CURE – Molte ricerche hanno dimostrato come gli anziani lungo-sopravviventi oncologici siano più esposti a secondi tumori, malattie cardiovascolari, obesità e declino funzionale. Disturbi che possono essere efficacemente contrastati da comportamenti salutari. «Questo studio prova ancora una volta quello che gli specialisti sostengono da tempo:sport e corretta nutrizione contribuiscono a preservare una qualità di vita superiore e una migliore funzionalità nei pazienti oncologici over 65. E non solo», sottolinea Vittorina Zagonel, responsabile dell’Oncologia medica al Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma e vicepresidente del GIOGer (Gruppo Italiano di Oncologia Geriatrica). «Insomma – prosegue l’esperta -, per gli anziani ex-malati di cancro i buoni motivi per fare sport e curare l’alimentazione sono doppi: ai vantaggi per la salute in generale, si aggiungono quelli contro i possibili effetti indesiderati delle terapie anticancro a lungo termine». La ginnastica, ad esempio, aiuta a ridurre il rischio di neuropatia periferica (provocata da alcuni farmaci chemioterapici), un disturbo che determina difficoltà motorie o della sensibilità degli arti. Ma dieta e attività fisica aiutano anche a limitare le possibilità di complicanze cardiovascolari causate dalle terapie ormonali per i pazienti con un tumore della prostata.
ALMENO DIECI MINUTI AL GIORNO – Si può fare qualsiasi tipo di sport, compatibilmente con le proprie condizioni generali. Nuoto, bicicletta, cyclette, per tenere in allenamento muscoli e tendini. Ma anche solo una lunga passeggiata o salire le scale di casa. L’importante è essere costanti e muoversi almeno dieci minuti al giorno. Tenendo presente che sentirsi in forma è utile anche contro ansia, stress, e fatigue, quel senso di spossatezza e mancanza di concentrazione che molti malati si trovano a dover affrontare al termine dei trattamenti.
Fonte: corriere della sera.it
SPORTIVI: ATTENTI A CIO’ CHE ASSUMETE!
Dal Centro Antiveleni – Centro Nazionale di Informazione Tossicologica dell’Istituto Scientifico dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia un monito ai frequentatori di palestre: maggior attenzione ai prodotti “performanti”
Facile reperibilità degli integratori per sportivi nei mercati paralleli, come internet, falsa percezione di non pericolosità dei prodotti, specie se a base di estratti erboristici, inconsapevolezza delle possibili interazioni con i farmaci tradizionali, inattendibilità di quanto dichiarato in etichetta sui prodotti acquistati via web. Questi i problemi maggiori sollevati dal CNIT - Centro Nazionale di Informazione Tossicologica – Centro Antiveleni dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia che, dal 2007 al 2009, ha visto giungere alla propria attenzione ben 37 pazienti, in particolare frequentatori di palestre, di cui 19 con segni di intossicazione da prodotti utilizzati per migliorare le performance sportive, ovvero integratori alimentari, prodotti dimagranti e anabolizzanti.
In termini assoluti, anche se i casi di tossicità acuta a causa di prodotti da palestra diagnosticati dal Centro Antiveleni di Pavia sono relativamente pochi, negli ultimi anni si è registrato un trend in aumento e l’emergenza riguarda particolarmente gli amanti dello sport. Infatti, ben 21 su 37 sono sportivi che hanno dichiarato di aver assunto sostanze a scopo performante e 19 di questi sono frequentatori di palestre: 5 body-builder professionisti e 14 dilettanti. Gli altri sono un ciclo-amatore e un giocatore di basket. “Il paziente-tipo che si presenta con sintomi da intossicazione - afferma il dr. Andrea Giampreti, medico tossicologo presso il CNIT di Pavia - è maschio, adulto di età compresa tra i 30 e i 45 anni e pratica attività sportiva prevalentemente in palestra.
I prodotti maggiormente coinvolti nei casi di intossicazione sono i prodotti dimagranti, con 8 casi, seguiti dagli integratori - 7 casi - e dagli anabolizzanti - 4 casi. I pazienti intossicati da prodotti dimagranti si sono presentati con agitazione e tachicardia (3 casi, in 1 caso il prodotto è risultato adulterato con sibutramina), allucinazioni e dilatazione eccessiva delle pupille (2 casi, in entrambi i prodotti sono risultati contaminati da un alcaloide anticolinergico, la scopolamina), ipertensione (2 casi), dolore retrosternale (1 caso). Gli integratori, invece, provocano nausea, vomito, dolori allo stomaco, agitazione, tachicardia (6 casi da prodotti contenenti estratti di ginseng, guaranà, caffeina ed efedra) e in casi estremi convulsioni e coma (1 caso in seguito a sovradosaggio di yohimbina). Gli anabolizzanti infine hanno causato psicosi acuta, tachicardia, danno alle cellule muscolari (3 casi in seguito ad assunzione di steroidi), agitazione (1 caso per assunzione di clenbuterolo).
Che si tratti di un problema soprattutto culturale emerge chiaramente dall’analisi delle componenti che hanno causato i sintomi sopradescritti: si tratta di sostanze comunemente assunte senza una specifica consulenza medica o reale necessità. Troviamo infatti prodotti a base di guaranà, ginseng, caffeina, Ephedra (oggi vietata negli Stati Uniti e nella Comunità Europea), antidepressivi, amfetaminici ed estratti tiroidei.
“Ciò che preme sottolineare, - continua il dr. Giampreti – è che ci muoviamo in un campo in cui c’è ancora molto da regolamentare. È’ molto semplice procurarsi prodotti che possono sfuggire ai controlli delle autorità competenti, attraverso internet per esempio. Inoltre, gli utenti non sono sempre a conoscenza delle possibili interazioni di certi estratti vegetali con i farmaci di sintesi o con gli alimenti. In alcuni casi poi (fortunatamente isolati e concernenti prodotti acquistati via web) sono stati riscontrati contaminanti o adulteranti tossicologicamente attivi non dichiarati in etichetta”.
“Siamo in un momento di transizione normativa, in cui si stanno sempre più delineando, sia in Italia che in Europa, i criteri per la regolamentazione e commercializzazione di prodotti che possano ritenersi sempre più efficaci, sicuri e di qualità - conclude il dr. Giampreti -. Informazione e sensibilizzazione culturale rivolte a medici e consumatori risultano pertanto fondamentali a fronte di prodotti complessi in termini di principi attivi e composizione. La non sempre adeguata conoscenza degli utenti circa gli effetti dei principi attivi e la complessità dei casi clinici, rendono inoltre la formulazione del sospetto clinico e l’inquadramento diagnostico un processo articolato in cui l’esperto tossicologo e l’attività del Centro Antiveleni possono giocare un ruolo significativo”.
CATEGORIE E COMPOSIZIONE DEI PRINCIPALI PRODOTTI DA PALESTRA
INTEGRATORI(21 CASI – 57%) PRODOTTI DIMAGRANTI(12 CASI – 32%) ANABOLIZZANTI(4 CASI - 11%)
Vitaminici 3 casi - 14% Antidepressivi/derivati amfetaminici e tiroidei 4 casi – 33% Stanozololo 1 caso
Proteici/aminoacidi 4 casi - 19% Estratti erboristici (coleus, sinefrina, caffeina) 3 casi – 25% Stanozololo/testosterone 1 caso
Guaranà/ginseng/caffeina 5 casi - 24% Sibutramina 3 casi - 25% Beclometasone/boldenone/metenolone1 caso
Efedra/caffeina 2 casi - 10% Non noto 2 casi - 17% Clenbuterolo 1 caso
Yohimbina 1 caso - 5%
Altro/non noto 6 casi - 28%
Poco fitness al giorno allunga la vita
Le persone che si tengono anche solo moderatamente in forma man mano che gli anni passano potrebbero garantirsi una vita più lunga rispetto a coloro che restano completamente inattivi con l'avanzare dell'età.
Lo afferma un nuovo studio neozelandese, condotto su quasi 4.400 adulti sani.
Gli scienziati hanno scoperto che le persone che non svolgevano alcuna attività fisica (circa il 20% del totale) avevano il doppio delle probabilità di morire nei successivi nove anni rispetto agli individui anche solo un pò più attivi.
"I nostri risultati suggeriscono che uno stile di vita sedentario, più che le differenze nei fattori di rischio cardiovascolari o l'età, possa spiegare i tassi di mortalità doppi negli individui sedentari rispetto a quelli leggermente più attivi", dichiara la coordinatrice della ricerca, dottoressa Sandra Mandic, della University of Otago a Dunedin, Nuova Zelanda.
Gli studiosi ricordano che il minimo di attività fisica consigliata è di 30 minuti, corrispondente per esempio a una camminata veloce, cinque o più volte a settimana. Due terzi delle persone più sedentarie dello studio non facevano nemmeno questo, sottolinea la Mandic.
"Occorre mantenere un certo livello di fitness svolgendo regolarmente attività fisica", secondo la ricercatrice.
Lo studio, pubblicato da Medicine and Science in Sports and Exercise, ha incluso 4.384 donne e uomini di mezza età o anziani; all'inizio sono stati testati i loro livelli di fitness e, in base all'allenamento, i partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi.
Il follow-up è durato dal 1986 al 2006. In questo periodo tutte le persone meno allenate (un quarto) sono morte, contro il 13% di quelle solo lievemente più in forma. Nel gruppo degli adulti più in forma, solo il 6% è deceduto nel corso dello studio.
Fonte: paginemediche.it
Sport contro i disturbi alimentari
La Regione dal prossimo autunno promuoverà la campagna “Energia è vita”
MILANO – Partirà il prossimo autunno una campagna di educazione alimentare e sui corretti stili di vita rivolta a famiglie e giovani. Si tratta di “Energia è vita”, un’iniziativa dell’associazione sportiva Masseroni-Marchese, realizzata con il patrocinio e contributo dell’Assessorato alla Salute, che prevede un monitoraggio funzionale per 3000 bambini, nella fase della crescita, ai quali verrà offerto un check-up gratuito sullo stato di salute. Si svolgerà nel centro sportivo multifunzionale di via Madruzzo, vicino a piazzale Lotto, per poi proseguire secondo un piano triennale.
Punto di partenza, uno screening antropometrico: peso, altezza, indici di massa e alcuni parametri fisiologici con la sperimentazione di un innovativo test per capire quanto uno stile di vita con o senza attività sportiva e uno nutrizionale incida sulla reattività del ragazzo e sull'efficienza fisica e mentale. Particolare attenzione verrà, infatti, rivolta proprio all’aspetto dell’alimentazione. “Alimentarsi in modo adeguato, bilanciato e corretto vuol dire combattere sovrappeso, obesità e disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia), che non sono problemi di natura estetica ma una vera e propria malattia – ha detto l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna alla presentazione dell’iniziativa -. Sette bambini su 10 che oggi sono in sovrappeso lo saranno anche da adulti; il che significa diabete (causato nell’80% dei casi da obesità), tumori (30% dei casi), malattie cardiovascolari (25% dei casi) e un’aspettativa di vita inferiore mediamente di 10 anni”. Per questo è estremamente importante correggere uno stile di vita che spesso comprende una dieta troppo ricca di grassi e zuccheri e l’attività fisica ridotta quasi a zero. “Il risultato – ha aggiunto Landi - è che stiamo diventando una popolazione di persone grasse. I nostri figli, anziché giocare all’aperto o fare sport, passano la maggior parte del tempo libero davanti alla televisione: il 30% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni almeno 2-3 ore al giorno, il 22% 3-4 ore e il 20% oltre 4 ore. E’ dimostrato che un bambino di quest’età, che trascorra 5 ore davanti al video, ha un rischio 5 volte maggiore di diventare obeso”. Per quanto riguarda l’attività fisica, sta aumentando il numero dei sedentari in particolare nell’età giovanile. Si è notevolmente ridotto il numero di ragazzi che pratica un’attività sportiva e, tra i giovani di 18-19 anni, la quota di persone completamente inattive è molto elevata. Anche nella fascia di età tra i 6 e i 10 anni aumentano i comportamenti sedentari, più di un bambino su 5, non svolge alcuna attività fisica nel tempo libero.
Seminario del 13 e 14 giugno
Salute e sport saranno anche al centro di un incontro che avrà l’obiettivo di migliorare la conoscenza degli operatori sportivi, istruttori e medici, sulle problematiche del diabete insulino-dipendente, allo scopo di favorire l’accoglienza dei giovani nell’attività sportiva scolastica e amatoriale. L’evento è organizzato dall’Associazione per l’Aiuto ai Giovani Diabetici Lombardia Onlus in collaborazione con il CONI Provinciale e prevede, nella giornata di sabato, presso la sede di via Piranesi 44, una parte didattica con l’intervento di autorità e relatori specialisti, mentre domenica mattina, presso il centro Masseroni, ci sarà una dimostrazione pratica dello svolgimento di un percorso ginnico con controllo glicemico prima e dopo l’esercizio fisico, a dimostrazione che anche i ragazzi con diabete possono e devono praticare attività sportive.
Fonte: www.sateliosnews.it

Attività motoria: cominciamo dalle scuole
Bruno Stafisso
responsabile del Servizio di Medicina dello sport, Dipartimento di Prevenzione Ausl 2 Perugia
28 maggio 2009 - All’interno della cornice del programma nazionale Guadagnare salute, la direzione della Asl 2 di Perugia ha presentato, a marzo del 2008, alcuni progetti sull’attività motoria rivolti al mondo della scuola, a quello degli adulti e alla promozione di gruppi sportivi amatoriali. Il sotto-progetto rivolto ai ragazzi in età scolare, è stato avviato tra ottobre e novembre 2008 e si è concluso con un convegno internazionale (pdf 2,3 Mb) di quattro giorni a maggio 2009. Il programma ha trovato una sinergia con il Coni provinciale, l’Ufficio scolastico regionale e l’Azienda farmacie del Comune di Perugia (Afas): si è dunque creata una squadra con un progetto unitario e ciò ha contribuito alla razionalizzazione delle spese e del personale. Intorno a questo sotto-progetto si sono sviluppate altre linee di lavoro, anche esse discusse nel convegno di maggio, portate avanti dal Servizio Medicina dello sport congiuntamente ad altri Servizi del Dipartimento di prevenzione: Igiene e sanità pubblica, Igiene degli alimenti e della nutrizione ed Epidemiologia.
Le scuole a cui è stato presentato il progetto hanno mostrato un’adesione molto alta: 4016 ragazzi (con le rispettive famiglie) e 296 classi (con 386 insegnanti). In questo modo sono stati raggiunti anche gli adulti che quotidianamente ruotano intorno ai ragazzi stessi.
Sono state coinvolte sia scuole elementari (terza, quarta e quinta) che medie (prima, seconda e terza) e tutto il territorio della Asl 2, che comprende una popolazione totale di circa 300 mila persone, distribuite in 4 distretti: distretto n.1 del Perugino, distretto n.2 dell'Assisano, distretto n.3 della Media Valle del Tevere, distretto n.4 del Lago Trasimeno.
Le fasi del progetto: a tu per tu con ragazzi e insegnanti
Una volta ricevute tutte le adesioni da parte delle scuole, siamo andati capillarmente nelle classi che hanno deciso di partecipare al progetto per presentare, insieme agli insegnanti, alcune diapositive sull’importanza dell’attività motoria. Siamo poi tornati dopo un mese, portando un manichino a dimensione umana per mostrare come l’attività fisica incide sui vari organi del corpo (cuore, polmoni, muscoli, ecc) nelle persone che fanno movimento regolarmente.
È importante sottolineare che, in realtà, il progetto non parla di “attività fisica” ma di “attività motoria”, espressione più ampia che racchiude tutte le possibili forme e intensità di movimento: svolgere attività sportive vere e proprie ma anche passeggiare, andare a scuola a piedi, fare le scale. Dunque, attività motoria nella sua completezza.
Il terzo intervento all’interno delle scuole e delle singole classi lo abbiamo affidato a una nutrizionista che, oltre alle consuete raccomandazioni su una corretta alimentazione, ha coinvolto i ragazzi in interventi pratici. Un esempio: sono andati tutti insieme al supermercato e hanno fatto una “spesa ragionata”.
Questo percorso è stato completato da un concorso grafico aperto a tutte le classi e a tutti i ragazzi che hanno partecipato: “Disegniamo lo sport”. Sono stati consegnati circa 2200 disegni e il vincitore è diventato il logo stampato sulla maglietta della manifestazione conclusiva del progetto.
Ci è sembrato anche importante chiedere ai ragazzi di fingersi “decisori” e di proporre idee (da portare agli amministratori comunali) per far sì che nelle singole realtà locali alcuni spazi fossero riqualificati e adibiti ad attività sportive: piste ciclabili, pattinaggio, campi da beach volley, ecc. Ogni zona, infatti, ha esigenze diverse in base al proprio territorio: per esempio, nella zona del Trasimeno, sono state richieste attività da fare con le barche mentre nella zona di Assisi, che è collinare, sono stati proposti percorsi verdi.
Agli oltre 4000 ragazzi che hanno partecipato abbiamo fatto un test d’entrata (all’inizio del progetto) e uno di uscita (alla fine) per vedere se l’input lanciato fosse servito veramente.
Il convegno internazionale: esperienze a confronto
Il progetto ha una durata complessiva di cinque anni e questa prima edizione si è conclusa con un incontro internazionale (Perugia, 20-23 maggio 2009). Dopo l’esame del contesto epidemiologico, dal livello locale a quello internazionale, sono state presentate alcune esperienze, realizzate in Europa (Finlandia e Germania) e in Italia, mettendo a confronto tre Regioni (Umbria, Veneto, Emilia-Romagna) per vedere i rispettivi punti di forza e criticità.
L’Oms e il ministero della Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali hanno ribadito le linee di indirizzo in materia di promozione della attività motoria, sottolineando il valore della valutazione epidemiologica.
Il tema è stato affrontato da esperti sia per quanto riguarda le diverse età, sia per quanto riguarda le diverse patologie da prevenire e controllare. Una sessione è stata dedicata alla disabilità. Ovviamente insieme al tema dell’attività motoria è stato affrontato quello della sana alimentazione.
Il meeting si è chiuso la mattina del 23 maggio con la “Festa del villaggio dello sport” dove ai ragazzi che hanno partecipato al progetto sono stati presentati tutti gli sport: un vero e proprio villaggio virtuale composto da tutte le federazioni sportive. La manifestazione si è conclusa con una dimostrazione di attività per i diversamente abili e per persone della terza età.
I numeri sono stati notevoli, la partecipazione entusiasta: la prima edizione del progetto sembra proprio essere riuscita bene. Dunque, l’impalcatura è avviata e, con qualche piccolo aggiustamento, siamo pronti per affrontare i prossimi quattro anni.
Leggi anche i dati epidemiologici per guadagnare salute: stato nutrizionale, abitudini alimentari e attività fisica (pdf 1,7 Mb) e scarica la brochure del convegno internazionale (pdf 2,3 Mb).
Fonte: www.epicentro.iss.it
La sfida
dell’obesità
nella
Regione
europea
dell’OMS e
le strategie
di risposta
Clicca qui
Sovrappeso e
obesità: la
situazione
dei bambini
italiani
fotografata
da OKkio
alla SALUTE
Più di 1
bambino
su 3
pesa
troppo.
E i
genitori
non se
ne
accorgono.
L’indagine
OKkio
alla
Salute
dell’Istituto
Superiore
di
Sanità
mette in
evidenza
che 1
milione
e
centomila
bambini
italiani
tra i 6
e gli 11
anni
sono
sovrappeso
o obesi.
I
bambini
fanno
poca
attività
fisica e
quasi la
metà di
loro
abusa di
Tv e
videogiochi.
I
genitori
sembrano
sottovalutare
il
problema:
ben 4 su
10 non
ritiene
che il
proprio
figlio
abbia un
peso
eccessivo
rispetto
all’altezza.

È sempre
più
preoccupante
la
situazione
dell’obesità
in
Italia:
il 12,3%
dei
bambini
è obeso,
mentre
il 23,6%
è in
sovrappeso:
più di 1
bambino
su 3,
quindi,
ha un
peso
superiore
a quello
che
dovrebbe
avere
per la
sua età.
Questo
significa
che 1
milione
e
centomila
bambini
tra i 6
e gli 11
anni
sono
sovrappeso
o obesi
in tutta
Italia.
Sebbene
nessuna
Regione
possa
dirsi
esente
dal
problema,
le
differenze
sul
territorio
sono
notevoli,
con
situazioni
più
gravi al
Sud. Non
solo.
Quasi 1
bambino
su 2
abusa di
TV e
videogiochi
(per cui
si
raccomanda
di non
superare
le 2 ore
al
giorno):
un
comportamento
favorito
dal
fatto
che la
metà dei
bambini
dispone
di un
televisore
in
camera
propria.
Sono
alcuni
dei
risultati
principali
che
emergono
da
“OKkio
alla
Salute”,
indagine
sulle
abitudini
alimentari
e
sull’attività
fisica
dei
bambini
delle
scuole
primarie
(6-10
anni).
Nel
corso
del
2008,
sono
stati
pesati e
misurati
45.590
alunni
delle
scuole
terze
primarie
elementari
in 18
regioni
italiane.
L’indagine
ha visto
una
partecipazione
elevatissima
dei
bambini
e delle
famiglie
(solo il
3% ha
deciso
di non
partecipare
all’indagine).
Gli
alunni
hanno
compilato
un breve
questionario
sulle
abitudini
alimentari
e di
attività
fisica e
sono
stati
poi
pesati e
misurati
vestiti
dagli
operatori
sanitari
delle
ASL, che
hanno
garantito
l’uniformità
e la
qualità
dei dati
raccolti.
Tra i
genitori
46.469
hanno
compilato
un
questionario
fornendo
informazioni
sugli
stili di
vita dei
propri
figli e
sulla
propria
percezione
del
problema.

OKkio
alla
SALUTE è
parte di
un più
ampio
progetto
del
Centro
per il
Controllo
e la
prevenzione
delle
Malattie
(CCM)
“Sistema
di
indagini
sui
rischi
comportamentali
in età
6-17
anni”,
promosso
dal
Ministero
del
Lavoro,
della
Salute e
delle
Politiche
Sociali
e dal
Ministero
dell’Istruzione,
dell’Università
e della
Ricerca.
In
accordo
con le
Regioni,
il
coordinamento
dello
studio è
stato
affidato
al
Centro
Nazionale
di
Epidemiologia,
Sorveglianza
e
Promozione
della
Salute (CNESPS)
dell’Istituto
Superiore
di
Sanità (ISS).
Il
progetto
si è
avvalso
anche
della
collaborazione
tecnica
dell’Istituto
Nazionale
della
Nutrizione
(INRAN).
Cattive
abitudini
alimentari
e scarsa
attività
fisica
L’indagine
ha messo
in luce
la
grande
diffusione
tra i
bambini
di
abitudini
alimentari
che non
favoriscono
una
crescita
armonica
e che
predispongono
all’aumento
di peso,
specie
se
concomitanti.
In
particolare,
emerge
che:
-
l’11%
dei
bambini
non
fa
colazione
-
il
28%
la
fa
in
maniera
non
adeguata
-
l’82%
fa
una
merenda
di
metà
mattina
troppo
abbondante
-
il
23%
dei
genitori
dichiara
che
i
propri
figli
non
consumano
quotidianamente
frutta
e
verdura.
Anche i
dati
raccolti
sull’attività
fisica
sono
poco
confortanti:
solo 1
bambino
su 10 fa
attività
fisica
in modo
adeguato
per la
sua età
e 1 su 4
non ha
svolto
attività
fisica
il
giorno
precedente
l’indagine
L’attività
fisica,
incluso
il gioco
all’aperto,
è un
fattore
determinante
per
mantenere
o
migliorare
la
salute
del
bambino:
si
consiglia
che i
bambini
facciano
attività
fisica
moderata
o
intensa
ogni
giorno
per
almeno
un’ora.

I
genitori
sembrano
ignorare
il
problema
Inoltre,
gli
stessi
genitori
non
sempre
hanno un
quadro
corretto
della
situazione
ponderale
del
proprio
figlio:
tra le
madri di
bambini
con
sovrappeso/obesità,
ben 4 su
10 non
ritengono
che il
proprio
figlio
abbia un
peso
eccessivo
rispetto
alla
propria
altezza.
E molti
genitori,
in
particolare
di
bambini
sovrappeso/obesi,
sembrano
sottovalutare
la
quantità
di cibo
assunta
dai
propri
figli.
Le
conseguenze
fisiche,
psicologiche,
sociali
ed
economiche
Il
risultato
di un
così
grande
sforzo
organizzativo
è
importante:
per la
prima
volta,
infatti,
abbiamo
a
disposizione
dati
confrontabili
che
descrivono
con
precisione
il
problema
del
sovrappeso
e
dell’obesità
tra i
bambini
delle
Regioni
italiane.
Si
tratta
di due
condizioni
che
spesso
comportano
nei
bambini
un forte
disagio
fisico,
psicologico
e
sociale,
ma
soprattutto
sono la
causa di
molti
problemi
di
salute,
sia
nell’infanzia
che -
più
tardi -
nell’età
adulta.
Non
solo:
provocano
anche
costi
economici
importanti
per i
singoli
individui
e per la
società,
e sono
la
conseguenza
in buona
misura
di stili
di vita
e
comportamenti
errati,
che si
instaurano
già
nella
prima
infanzia.
Si
tratta
di un
problema
sempre
più
diffuso:
secondo
l’Organizzazione
Mondiale
della
Sanità,
la
prevalenza
di
sovrappeso/obesità
nella
popolazione
infantile
europea
è
stimata
pari al
20%: di
questi,
circa un
terzo
risulta
obeso.
Il ruolo
chiave
della
scuola
Grazie
al ruolo
attivo
del
Ministero
dell’Istruzione
e del
mondo
della
scuola,
durante
l’anno
scolastico
2007-2008
sono
stati
raccolti
i dati
sui
bambini
delle
scuole
primarie
italiane,
mentre
nel
corso
del
prossimo
anno
verranno
raccolti
quelli
sugli
adolescenti.
Ben 2610
scuole
italiane
sono
state
coinvolte
nell’indagine.
I
Direttori
scolastici
hanno
risposto
a un
questionario
fornendo
utili
informazioni
sull’ambiente
scolastico,
sulle
iniziative
educative
e sulle
opportunità
offerte
per
favorire
una sana
alimentazione
e
l’attività
fisica
degli
alunni.
I circa
1500
insegnanti
coinvolti
hanno
spiegato
alle
famiglie
a agli
alunni
l’utilità
e il
senso
dell’indagine,
dando un
contributo
essenziale
all’iniziativa.
La
scuola
può
giocare
un ruolo
importante
nel
migliorare
lo stato
nutrizionale
dei
bambini
promuovendo
e
creando
le
condizioni
per una
corretta
alimentazione
dei
bambini
e
favorendone
l’attività
motoria
strutturata.
I
Dirigenti
scolastici
hanno
riferito
che il
64%
delle
scuole
possiede
una
mensa;
solo un
12%
prevede
la
distribuzione
di
alimenti
sani
(frutta,
yogurt…)
per la
merenda
di metà
mattina;
il 71%
delle
classi
svolge
due ore
di
attività
motoria
durante
la
settimana;
il 79%
delle
scuole
ha
inserito
nei
propri
programmi
approfondimenti
in tema
di
nutrizione;
il 90%
ha
inserito
nei
propri
programmi
iniziative
di
promozione
dell’attività
motoria
e il 64%
ha
dichiarato
di aver
intrapreso
iniziative
di
educazione
alimentare.
Questa
prima
indagine
ha
permesso
di
raccogliere
informazioni
rappresentative,
in tempi
brevi e
a costi
limitati
su
aspetti
importanti
della
salute
dei
bambini
italiani.
Le
informazioni
raccolte
favoriscono
una
maggiore
coscienza
del
problema
da parte
delle
famiglie,
che
possono
così
meglio
orientare
i propri
figli
verso
comportamenti
e stili
di vita
sani. Le
stesse
informazioni
permetteranno
agli
operatori
sanitari
e
scolastici
di
intraprendere
interventi
mirati
alla
prevenzione
dell’obesità
e alla
promozione
della
salute
dei
bambini
in
generale.
La
ripetizione
dell’indagine
nelle
scuole
tra due
anni,
grazie
all’efficiente
rete di
collaborazione
che si è
venuta a
consolidare
fra gli
operatori
del
mondo
della
scuola e
quelli
della
salute,
consentirà
di
valutare
l’evolversi
della
situazione
nel
tempo.
Diapositive
di
approfondimento:


Documentazione
della
conferenza
stampa
del 7
ottobre
2008
presso
il
Ministero
del
Lavoro,
Salute e
Politiche
Sociali:
Link
utili:
Per
ulteriori
informazioni
contattare:
Dott.ssa
Angela
Spinelli
- 06
49904314
oppure
06
49904205
Fonte:
www.epicentro.iss.it
Guadagnare salute
Un
importante traguardo
nella storia recente
della sanità
pubblica italiana è
stato raggiunto con
il programma
“Guadagnare salute”,
approvato dal
Governo con il Dpcm
del 4 maggio 2007,
in accordo con le
Regioni e le
Province Autonome.
“Guadagnare salute:
rendere facili le
scelte salutari” è,
come dice il
sottotitolo stesso,
un programma che ha
come obiettivi
principali prevenire
e cambiare i
comportamenti nocivi
che costituiscono i
principali fattori
di rischio per le
malattie non
trasmissibili più
comuni, di grande
importanza
epidemiologica e di
forte impatto sulla
sanità pubblica:
malattie
cardiovascolari,
tumori, diabete
mellito, malattie
respiratorie
croniche, disturbi
muscolo-scheletrici
e dell’apparato
gastrointestinale,
problemi di salute
mentale.
L’investimento di
questa iniziativa va
valutato quindi sia
a lungo termine, nel
ridurre il peso
delle malattie
croniche sul sistema
sanitario nazionale
e sulla società, ma
anche a breve
termine, nel cercare
di migliorare le
condizioni di vita
dei cittadini,
promuovendo scelte
salutari immediate e
stili di vita sani
(smettere di fumare,
seguire
un’alimentazione
corretta, limitare
il consumo di alcol
e svolgere attività
fisica regolare).
Una nuova cultura
della prevenzione in
cui i singoli
individui diventano
protagonisti e
responsabili della
qualità della
propria vita.
La
cornice
internazionale
A
livello europeo,
“Guadagnare salute”
si inserisce a pieno
titolo nella cornice
della strategia per
la prevenzione e il
controllo delle
malattie croniche “Gaining
health”,
promossa dall’Oms
nell’autunno del
2006.
A
livello
internazionale, l’Action
Plan Oms 2008-2013
sulle malattie non
trasmissibili (pdf
58 kb) definisce gli
obiettivi e le
azioni che devono
essere implementate
nell’arco di 6 anni,
dal 2008 al 2013, e
fissa gli indicatori
di rendimento che
devono guidare il
lavoro dell’Oms a
livello nazionale e
internazionale, con
particolare
attenzione verso i
Paesi a basso e
medio reddito.
Leggi
l’approfondimento
sul Piano d’azione
dell’Oms per la
prevenzione e il
controllo delle
malattie croniche
non trasmissibili.
Le
aree di intervento
del programma
Le
malattie croniche,
che secondo l’Oms
provocano l’86% dei
decessi, il 77%
della perdita di
anni di vita in
buona salute e il
75% delle spese
sanitarie in Europa
e in Italia, hanno
alla base due tipi
di fattori di
rischio: quelli non
modificabili (come
l’età, il sesso e la
familiarità per una
patologia) e quelli
modificabili
attraverso
cambiamenti dello
stile di vita o
mediante assunzione
di farmaci (come
un’alimentazione
poco sana, il
consumo di tabacco,
l’abuso di alcol, la
mancanza di attività
fisica).
La
strategia di
Guadagnare salute
(programma
governativo
trasversale) parte
proprio dai 4
fattori di rischio
modificabili e
principali
determinanti delle
malattie croniche
più frequenti,
identificando 4 aree
tematiche (o
programmi
specifici):
-
promozione di
comportamenti
alimentari
salutari
(relativo al
fattore di
rischio
“scorretta
alimentazione”)
-
lotta al
tabagismo
(relativo al
fattore di
rischio “fumo”)
-
lotta all’abuso
di alcol
(relativo al
fattore di
rischio “alcol”)
-
promozione
dell’attività
fisica (relativo
al fattore di
rischio
“sedentarietà”).
La
comunicazione per la
salute
Un
aspetto
imprescindibile del
programma Guadagnare
salute è la
comunicazione, che
rappresenta una
componente
fondamentale degli
interventi di
prevenzione essendo
uno strumento
importante di
conoscenza e
informazione per
operatori e
cittadini.
Tre
sono i piani di
comunicazione
istituzionale che
sviluppa Guadagnare
salute:
-
piani di
comunicazione
specifici per
ogni intervento
-
una campagna
informativa che
mette il
cittadino al
centro delle
scelte per la
propria salute e
impegna i
governi a
rendere
possibili le
scelte di salute
-
un programma
specifico in
collaborazione
con il mondo
della scuola.
Parola d’ordine:
intersettorialità
“Guadagnare salute”
indica strategie
intersettoriali,
basate su azioni che
prevedono il
coinvolgimento di
settori diversi
della società e
delle istituzioni, e
interventi specifici
per la lotta al
tabagismo e
all’abuso di alcol e
per la promozione
dell’attività fisica
e di una sana
alimentazione,
attraverso la
stretta cooperazione
di tutte le
istituzioni e le
organizzazioni della
società interessate.
La necessità
dell’approccio
intersettoriale
nasce dalla
constatazione che la
gran parte degli
interventi efficaci
di contrasto ai
fattori di rischio e
di promozione di
comportamenti
salutari sono
esterni alla
capacità di
intervento del Ssn.
Per
agire in maniera
adeguata sui fattori
ambientali e sui
determinanti
socio-economici
delle malattie
croniche sono
necessarie alleanze
tra forze diverse e
azioni coordinate e
sinergiche. Uno
degli aspetti
principali di
Guadagnare salute è,
appunto, la
collaborazione tra i
vari Ministeri.
Piattaforma
nazionale su
alimentazione,
attività fisica e
tabagismo
Con
Decreto ministeriale
26 aprile 2007 è
stata istituita
presso l'ex
Ministero della
Salute, la
Piattaforma
nazionale
sull'alimentazione,
l'attività fisica e
il tabagismo con il
compito di formulare
proposte e attuare
iniziative, in
coerenza con il
programma
"Guadagnare salute".
La Piattaforma, di
durata triennale e
presieduta dal
Ministro della
Salute, prevede la
partecipazione di
rappresentanti delle
amministrazioni
centrali
interessate, delle
Regioni e Province
autonome di Trento e
Bolzano e delle
associazioni
firmatarie dei
protocolli di
intesa. La
Piattaforma, alla
luce del mutato
assetto politico in
fase di
ricostituzione,
coinvolge:
-
Ministero della
Salute
-
Dipartimento per
le politiche per
la Famiglia
della Presidenza
del Consiglio
dei Ministri
-
Dipartimento per
i Diritti e le
Pari Opportunità
della Presidenza
del Consiglio
dei Ministri
-
Dipartimento per
le Politiche
Giovanili e le
Attività
Sportive della
Presidenza del
Consiglio dei
Ministri
-
Ministero delle
Politiche
Agricole,
Alimentari e
Forestali
-
Ministero della
Pubblica
Istruzione
-
Ministero dello
Sviluppo
Economico
-
Ministero
dell'Economia e
Finanze
-
Ministero dei
Trasporti
-
Ministero
dell'Ambiente e
Tutela del
Territorio e del
Mare
-
Conferenza per i
Rapporti tra lo
Stato, le
Regioni e le
Province
autonome di
Trento e Bolzano
-
Associazione
nazionale Comuni
d'Italia (Anci)
-
Istituto
Superiore di
Sanità (Iss)
-
Istituto
Superiore per la
Prevenzione e
Sicurezza del
Lavoro (Ispesl)
-
Istituto
Nazionale di
Ricerca per gli
Alimenti e la
Nutrizione (Inran)
-
Regioni e
Province
autonome di
Trento e Bolzano
-
Associazioni di
categoria della
filiera
alimentare
-
Associazioni dei
consumatori
-
Organizzazioni
sindacali
maggiormente
rappresentative
a livello
nazionale,
firmatarie di
specifici
protocolli
d'intesa con il
Ministero della
Salute
-
Associazioni dei
Medici di
Medicina
Generale e dei
Pediatri di
libera scelta.
Protocolli di intesa
Il
Programma
interministeriale
“Guadagnare Salute”
si concretizza il 3
maggio 2007 con la
firma dei protocolli
d’intesa tra l'ex
Ministro della
Salute Livia Turco e
i rappresentanti di
22 organizzazioni
del sindacato, delle
imprese e
dell’associazionismo.
Questi accordi sono
stipulati per
sviluppare
iniziative concrete
per la popolazione e
non rappresentano un
punto di arrivo, ma
sono tappe di un
processo in continua
evoluzione, con
l’obiettivo di un
profondo cambiamento
di mentalità, per
riconoscere che un
corretto stile di
vita determina una
buona qualità della
vita. Sono stati
firmati protocolli
di intesa con:
I
progetti a sostegno
di "Guadagnare
salute"
Il
Ccm promuove il
programma
“Guadagnare salute”
attraverso una
serie di progetti,
coerenti con le aree
di intervento
previste. Alcuni di
questi progetti,
nell’ottica dell’intersettorialità,
sono “trasversali”
alla 4 aree
tematiche del
programma.
Risorse utili
per gli ANZIANI, MA
NON SOLO
Dieta e ginnastica contro gli
effetti collaterali delle cure
anticancro
Seguire una corretta
alimentazione e fare sport può
essere di grande aiuto contro il
senso di spossatezza e il calo
fisico che interessano molti malati
oncologici durante e dopo le cure
MILANO –
Ansia, stress, fatigue, difficoltà
di reinserimento al lavoro e nella
ricerca di un nuovo equilibrio in
famiglia e nella coppia. Si parla
ancora poco dei bisogni e delle
difficoltà incontrate dopo il cancro
dai lungo-sopravviventi oncologici,
quasi due milioni di persone che
vivono in Italia dopo aver sconfitto
tumore. La maggior parte di loro ha
più di 65 anni e va incontro ai
problemi legati all’invecchiamento
che, sommati al frequente
indebolimento dovuto agli effetti
collaterali delle terapie
antitumorali, li rendono
particolarmente delicati. Fare
ginnastica e seguire
un’alimentazione giusta, però, può
fornire un aiuto importante,
semplice da ottenere e alla portata
di tutti, contro il declino fisico.
Non solo: uno stile di vita corretto
protegge da possibili recidive di
malattia.
SPORT E DIETA SONO
FONDAMENTALI –
Gli effetti benefici di una regolare
attività fisica si manifestano, in
particolare, contro la fatigue, quel
senso di spossatezza, mancanza di
concentrazione, attenzione e
interessi a cui va incontro la
stragrande maggioranza dei malati,
durante e dopo le cure. «Contro i
tumori, alimentazione e movimento
giocano un ruolo importante sia in
fase preventiva che per la qualità
di vita durante i trattamenti
oncologici», spiega Marco Venturini,
responsabile dell’Oncologia
all’ospedale Sacro Cuore Don
Calabria di Negrar (Verona) e
coordinatore del convegno Per una
vita come prima, dedicato ai
«guariti» e alle loro testimonianze
(patrocinato dall’Associazione
italiana di oncologia medica e dalla
Società italiana di cure
palliative). Anche per infondere
speranza nei pazienti e agevolare il
dialogo sul post-malattia, durante
il congresso è stato presentato il
sito internet
www.perunavitacomeprima.org, in cui
sono raccolte le storie di persone
che ce l’hanno fatta. «Esistono
ormai molti studi su questo tema e
le prove sono evidenti – prosegue
l’oncologo -: l’attività fisica è
protettiva nei confronti
dell’insorgere del cancro, in
particolare per colon e seno. Ad
esempio, le ragazze che svolgono
regolarmente attività fisica
presentano una riduzione del rischio
di ammalarsi di carcinoma mammario
di circa il 20 per cento. I dati
sulle pazienti con un tumore della
mammella sono altrettanto chiari: lo
sport può proteggere dall’insorgenza
di recidive e ridurre la mortalità,
soprattutto nelle donne obese o in
soprappeso».
UN TOCCASANA ANCHE
PER GLI ANZIANI ––
I malati più avanti con l’età sono i
più numerosi in oncologia e sono
anche quelli più difficili da
trattare . Perché soffrono di
altre malattie, prendono già diversi
farmaci e spesso la loro salute è
più delicata. Nulla di più facile,
quindi, che le terapie anticancro
risultino frequentemente troppo
pesanti. Ma anche per loro un
adeguato programma a base di dieta e
ginnastica «fatti in casa» può
essere di grande aiuto, come
dimostra uno studio americano,
pubblicato sulla rivista Jama.
Secondo gli ultimi dati Istat, in
Italia, uno dei Paesi più «vecchi»
del mondo, ogni anno si registrano
circa 270mila nuovi casi di tumore,
di cui 165mila (il 61 per cento) in
persone con più di 65 anni. In
particolare 90mila casi (il 33 per
cento del totale) riguardano
individui fra i 65 e i 74 anni e
75mila casi (il 28 per cento)
soggetti di età superiore ai 75
anni. «Sono soprattutto loro, gli
anziani – spiegano gli autori della
ricerca Usa – a rischiare un declino
funzionale permanente dopo il
cancro, con un triplice danno: per
la loro qualità di vita, perché
pesano negativamente sul bilancio
familiare e per i maggiori costi che
questo comporta per il servizio
sanitario nazionale».
CONFERME DALL’ULTIMO STUDIO
AMERICANO - I ricercatori dei
National Institutes of Health
statunitensi hanno arruolato 641
partecipanti canadesi, inglesi e
americani, lungo-sopravviventi
(curati da cinque o più anni senza
recidive), anziani (tra i 65 e i 91
anni) e sovrappeso, che avevano
ricevuto una diagnosi di cancro al
seno, al colon o alla prostata. A
una metà è stato detto di proseguire
nella routine giornaliera con le
proprie abitudini alimentari e
sportive, mentre l’altra metà degli
ex-pazienti è stata seguita con un
programma di dieta e leggero
esercizio fisico che mirava a
raggiungere piccoli obiettivi
quotidiani. Ad esempio, fare minimi
esercizi di rafforzamento muscolare,
camminare 30 minuti al giorno,
ridurre il consumo di grassi e
mangiare porzioni maggiori di frutta
e verdura. I risultati, dopo un
anno, non lasciano dubbi: il gruppo
seguito con alimentazione corretta e
ginnastica dimostra migliori
funzionalità corporee e capacità di
movimento, un rallentamento del
declino fisico legato all’età, una
riduzione del rischio di ricomparsa
della malattia e, più in generale,
una migliore qualità di vita.
CAMMINARE, CORRERE,
ANDARE IN BICICLETTA -
Insomma, non è mai troppo tardi per
iniziare a prendersi cura di sé,
come racconta Eni Vittorini, che ha
ricevuto la diagnosi di cancro al
seno nel 2001: «Ero esausta,
sconfortata, l’unica certezza era
che non volevo sentirmi una persona
malata. Così ho deciso di fare
qualcosa di totalmente nuovo per me:
ho iniziato a correre. I primi
giorni mi fermavo a riposare ogni
pochi metri, nel 2005 però ho
concluso in 4 ore 24 minuti la
maratona di Roma. Da allora non mi
sono più fermata». Certo non tutti
gli ex-malati possono o desiderano
dedicarsi a gare di podismo. Per
sentirsi meglio è sufficiente una
minima attività quotidiana, come
passeggiare almeno mezz’ora al
giorno con un’andatura veloce.
Oppure i medici consigliano almeno
60 minuti alla settimana di attività
intensa (corsa, jogging, cyclette,
ad esempio) o 150 minuti di
esercizio moderato, come una bella
camminata.
Atleti nel
massimo sforzo: per vincere serve
equilibrioo
Con la
dieta a Zona gli sportivi migliorano le
loro prestazioni
Dà spazio a frutta
e verdura riducendo i carboidrati.
Grassi solo da olio e mandorle
Tutti siamo
alla ricerca del segreto per una vita
più lunga e migliore. Gli antichi greci
avevano trovato un termine per definire
questo concetto: dìaita, dieta, che,
letteralmente, significa «modo di
vivere». La Zona è proprio questo. Nata
grazie al biochimico americano Barry
Sears negli anni Novanta sta sempre più
prendendo piede, sia tra gli sportivi
che tra la gente comune. La sua
caratteristica? Fa perdere peso a chi ne
ha bisogno ma senza far smettere di
mangiare e si discosta dalle comuni
diete salutiste e dal loro concetto di
fabbisogno calorico perché intende il
cibo come un potente «farmaco», capace
di influire direttamente sul ruolo degli
ormoni del corpo umano.
«L’assetto ormonale è influenzato sia
dal numero delle assunzioni che dal
corretto rapporto tra gli alimenti
assunti in ogni singolo pasto o spuntino
- spiega il dottor Aronne Romano - Le
assunzioni consigliate sono almeno 5 per
ogni giornata, tre pasti: colazione,
pranzo, cena e almeno due spuntini: il
primo a metà pomeriggio e il secondo
poco prima di coricarsi. Ovviamente, per
chi fa sport, il numero può però
aumentare, arrivando anche a 7.
L’importante è che ognuna di queste
assunzioni mantenga il rapporto tra
carboidrati, proteine e grassi in una
percentuale ideale: il 40% delle calorie
dai carboidrati, il 30% delle calorie
dalle proteine e il 30% dai grassi.
Queste proporzioni vanno rispettate
almeno fino a quando si raggiungerà il
peso ideale espresso in percentuale di
grasso corporeo: per i non sportivi il
valore ideale nel maschio va dal 12 al
15% mentre nella femmina pre-menopausa
dal 19 al 22%. Negli atleti le
percentuali variano in base allo sport
praticato» prosegue il più importante
discepolo italiano di Sears.
Semplificando, si può dire che la Zona
dà largo spazio a frutta e verdura,
riducendo drasticamente i carboidrati
raffinati «come pasta, riso, patate e
crostate», un sacrificio che, assicura
chi ha provato questo sistema, vale però
la pena di fare. Le proteine verranno
principalmente assunte attraverso pesce
e carne magra, mentre i grassi,
essenziali nell’alimentazione,
arriveranno all’organismo tramite olio e
mandorle. E poi bisogna bere molto,
almeno due litri d’acqua al giorno (ma
non occorre rinunciare al bicchiere di
vino a pasto). Nessuna dieta, però,
s’improvvisa. La percentuale di grasso
corporeo viene calcolata dal medico
durante la prima visita assieme alla
quantità di cibo raccomandato, espressa
con l’unità di misura di base, il
«blocco». Per blocco si intende un
quantitativo di cibo che è per l’appunto
composto dal 40% di carboidrati, dal 30%
di proteine e dal 30% di grassi. Una
volta che il paziente è a conoscenza del
numero (strettamente individuale) dei
blocchi da consumare al giorno ha a
disposizione una tabella alimenti da
seguire. Questo sistema permette il
controllo della secrezione del glucagone
e dell’insulina, l’ormone che serve al
nostro corpo per veicolare e
immagazzinare gli zuccheri presenti nel
sangue sotto forma di grassi. E’ proprio
questo l’obiettivo: mantenere il livello
di insulina entro una certa «zona», così
gli zuccheri vengono interamente
bruciati e non fanno in tempo a
trasformarsi in grassi. Se di primo
acchito il metodo sembra pieno di
calcoli, chi l’ha provato assicura che
dopo alcuni giorni comporre i pasti sarà
veloce e facile. Quali sono i benefici
nella Zona? Tanti.
«Dalla maggiore lucidità mentale alla
maggiore energia fisica, dalla minor
sensazione di fame a un miglior aspetto
perché diminuiscono la massa grassa e la
ritenzione idrica. E così si previene
anche il diabete».
Fonte:
espresso.it
Salute: Garaci (Iss)
- allarme fumo e alcol, europei
bocciati per stili vita
Roma, 20
mar. (Adnkronos Salute) - Europei
bocciati per stili vita. Anche se
migliora la salute generale nel
Vecchio Continente, è allarme per la
crescita di abitudini sbagliate e 'pericolose'.
A partire dal consumo eccessivo di
alcol con la crescita, in tutti i
Paesi, del fenomeno del 'binge
drinking', ossia del bere per
ubriacarsi. Preoccupanti i dati che
riguardano i Paesi dell’Est, dove il
50% delle malattie è legato proprio
al consumo di alcolici. E per quanto
riguarda il fumo l’Europa ha la più
alta incidenza di giovani fumatori
al mondo. A dirlo è il presidente
dell’Istituto superiore di sanità,
Enrico Garaci, che commenta i dati
del Rapporto legato al progetto 'Eugloreh
2007', co-finanziato dall’Unione
europea, coordinato dal ministero
del Welfare e dall’Iss e presentato
oggi a Roma.
Il Rapporto, che coinvolge 31 Paesi,
"rappresenta uno strumento
importantissimo - spiega Garaci -
per ogni Paese che come in uno
specchio può osservare le condizioni
di salute dei cittadini e gli
effetti delle politiche sanitarie".
Per quanto riguarda gli stili di
vita, ad esempio, l’alcol "è causa
del 7% della mortalità prematura e
disabilità". Un dato che aumenta
significativamente nei Paesi
dell’Est, "anche a causa delle
transizioni politiche in atto in
questi anni, che come tutti i
cambiamenti, anche quelli migliori,
sono stati complessi e non sempre
indolore".
Incidere sugli stili di vita è
fondamentale. "Si è osservato -
spiega ancora Garaci - come
riuscendo a modificare alcune
abitudini si sono ottenuti effetti
importanti. In Filanda, ad esempio,
intervenendo sull’alimentazione, si
è ottenuta una forte diminuzione del
rischio cardiovascolare". Molti i
settori, come indica il Rapporto
Eugloreh 2007, su cui intervenire:
dalla riduzione del fumo soprattutto
tra i più giovani, a una maggiore
attenzione all’ attività fisica (un
europeo su tre non fa sport), alla
lotta alle droghe e al miglioramento
dell’alimentazione.
Fonte:
adnkronos.com
Lo sport come farmaco
Presentato il progetto
"L'esercizio fisico come farmaco".
L'iniziativa, nata a Ferrara,
prevede la prescrizione da parte dei
medici di famiglia di movimento
fisico al posto dei medicinali, per
studiarne i benefici per la salute e
i risparmi per le casse pubbliche
L'esercizio fisico è un vero e
proprio medicinale. Partirà da
questo presupposto un progetto ad
hoc dell'Azienda sanitaria locale di
Ferrara e dell'assessorato alle
Politiche per la salute della
Regione Emilia-Romagna, che
coinvolgerà 300 medici di medicina
generale e 11 mila pazienti fra
diabetici, ipertesi e anziani
fragili. A tutti verrà consegnato un
opuscolo sul movimento da
effettuare, nonché un contapassi per
controllare che eseguano le
indicazioni giuste. I primi
risultati verranno presentati a
giugno 2009, mentre quelli
definitivi a giugno 2010, con le
cifre sui benefici e i risparmi
ottenuti. Il progetto "L'esercizio
fisico come farmaco" è sostenuto
dalla Fondazione Carife e dalla
Cassa di risparmio di Ferrara, oltre
che dall'Associazione delle farmacie
comunali (Assofarm) che
distribuiranno gratuitamente in
tutta Italia lo stesso opuscolo
utilizzato per l'iniziativa emiliana
in 500 mila copie. Ancora i
farmacisti, perciò, come già era
successo per la campagna "Farmaci e
sport" promossa da FOFI e appena
conclusa, sono il referente
immediato per dispensare consigli di
salute. "Dai numerosi appelli
lanciati alle coscienze dei
cittadini - ha detto Fosco
Foglietta, direttore generale dell'Ausl
di Ferrara - siamo passati a
strutturare percorsi precisi, come
fossero vere e proprie prestazioni
sanitarie. E se nel corso di un anno
riusciremo a dimostrare che le
condizioni dei pazienti migliorano o
rimangono buone, e che si producono
risparmi, il progetto diventerà
facilmente replicabile in altri
contesti, con enormi benefici per il
Sistema sanitario nazionale".
L'iniziativa ha anche l'approvazione
del sottosegretario al Welfare
Ferruccio Fazio "Stiamo pensando a
un modello per riuscire a inserire
l'attività fisica nei Livelli
essenziali di assistenza (Lea).
L'obiettivo è mettere a sistema
l'esperienza di Ferrara, che
eventualmente potrà essere
trasferita in altre Regioni.
Potremmo incominciare con altre due
o tre situazioni analoghe, per poi
estendere l'idea a tutto il
territorio nazionale", ha dichiarato
il sottosegretario.
Fonte:
farmaciasciarretta.it
Lo sport come un farmaco, prescritto dai medici
L’attività fisica aiuta a prevenire tumori, infarti, ictus e diabete. Il
sottosegretario alla salute Fazio propone d’includerlo gratis nei Lea
Tra
i primi a dirlo, nel 1500, fu il
medico-filosofo Girolamo
Mercuriale: la ginnastica,
sosteneva nel suo
De arte gymnastica, è
fondamentale per preservare la
salute e guarire dalle malattie.
Da allora, la scienza lo ha
provato senza ombra di dubbio:
con l’esercizio fisico ed una
dieta adeguata, confermano i
dati pubblicati recentemente
sulla rivista Science, si
possono evitare il 70 per cento
dei casi di tumore del colon, il
70 per cento di ictus cerebrali,
l’80 per cento di infarti e il
90 per cento di casi di diabete
dell’adulto. Ma secondo i più
recenti sondaggi gli italiani
sono pigri: il 41 per cento
della popolazione non muove un
dito e toccherà a medici di
famiglia, pediatri, geriatri
«prescrivere» un po’ di
ginnastica.
MENO MALATTIE E TAGLIO DEI COSTI
PER IL SSN - Numerosi
studi hanno dimostrato che
l'attività fisica previene le
malattie cardiovascolari,
tumorali, metaboliche, abbassa
colesterolo e pressione e
recupera la non autosufficienza
dell’anziano. Il tutto con un
forte risparmio: un precedente
progetto condotto a Perugia su
200 pazienti diabetici, ad
esempio, ha dimostrato che una
costante attività fisica
nell'arco di due anni porta ad
una riduzione di 660 euro a
malato in spesa per farmaci.
Altri studi, invece, hanno
fornito le prove dell’utilità
dello sport come strategia
difensiva contro i tumori: nella
prevenzione del cancro del seno
e del retto, ad esempio, il 30
per cento è dovuto alla buona
attività fisica.
Insomma, sarebbe buona regola
fare almeno mezz’ora al giorno
di esercizio, alternando lo
sport alla semplice attività
motoria come passeggiare o
salire le scale, con l’obiettivo
di mantenere un giusto peso
corporeo (anche una scorretta
alimentazione e l’obesità sono
in relazione diretta con
l’aumentata mortalità per alcune
neoplasie quali colon, mammella,
utero, prostata). L'attività
fisica, infine, si è rivelata
fondamentale per aiutare i
pazienti oncologici a ritrovare
il benessere psico-fisico dopo
le cure.
LO SPORT COME FARMACO - È
partendo da queste acquisizioni
scientifiche, la cui conseguenza
diretta è anche un risparmio in
termini economici per il Sistema
sanitario nazionale, che
l’Azienda Usl di Ferrara, in
collaborazione con la Regione
Emilia Romagna e l’Università di
Ferrara, ha dato il via al
progetto L’esercizio fisico come
farmaco - il movimento come
strumento di prevenzione e cura.
Di che si tratta? In pratica,
11mila pazienti a rischio
individuati nella popolazione
sedentaria (7.500 diabetici,
2.500 ipertesi, 1.000 anziani
fragili) si vedranno consegnare
dal proprio medico di base un
contapassi e la prescrizione di
un medicinale inedito: attività
motoria personalizzata. I
medici, che riceveranno un
incentivo per la realizzazione
del progetto, monitoneranno i
pazienti ogni due mesi e fra un
anno saranno valutati i primi
risultati dell’iniziativa. Si
tratta, ha spiegato il direttore
generale della Usl di Ferrara
Fosco Foglietta, di un «progetto
sperimentale, unico in Italia,
per la cura di diabete e
ipertensione con l’attività
fisica».
I BENEFICI ATTESI - Il
progetto coinvolgerà 300 medici
di famiglia e 11mila persone a
rischio con l’obiettivo,
appunto, di migliorare i
parametri di salute ed arrivare
ad una considerevole diminuzione
del numero dei farmaci assunti
da tali pazienti. Il tutto, ha
detto Foglietta, «prevedendo un
forte risparmio sulla spesa
farmaceutica». I benefici attesi
per gli «arruolati del nuovo
stile di vita», infatti, se
manterranno per un anno il
programma di attività motoria,
sono: riduzione del peso, della
pressione, della frequenza
cardiaca e del colesterolo. Nei
diabetici è attesa la riduzione
della glicemia di base. Per
tutti i partecipanti allo studio
si punta poi ad una progressiva
riduzione del rischio di
contrarre malattie da inattività
e cardiovascolari. A favore
dello sport come medicina si è
espresso anche il
sottosegretario alla salute
Ferruccio Fazio, che ha definito
quello di Ferrara come un
modello da applicare anche ad
altre regioni, annunciando anche
che si sta valutando la
possibilità di includere
l’attività fisica come farmaco
di prevenzione gratuito nei
Livelli essenziali di assistenza
(Lea), per quelle categorie che
ne possono beneficiare, che
possono includere giovani,
pazienti con patologie
cardiovascolari e diabete o con
problemi di salute mentale. V.M.
Fonte:
Corriere della Sera.it
|
|
Sovrappeso, metà degli italiani all’Abc:
non conoscono i grossi rischi per la salute |
| di A.G. |
|
Chi è sopra la media si
predispone all’insorgenza di diabete, patologie
cardiovascolari (infarto, ictus, malattie del cuore), del
fegato o colecisti, alcune forme di cancro e complicanze
osteoarticolari . Eppure per i medici di famiglia della
Fimmg fino al 10% degli assistiti è obeso e fino al 30% in
sovrappeso, tanto da dover intervenire con un programma di
riduzione del peso in almeno nel 40% dei casi: ma la maggior
parte dopo un po’ abbandona i buoni propositi. E tra i
giovani va ancora peggio.
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Gli italiani non conoscono
ancora adeguatamente i rischi per la salute legati
all'eccesso di peso: tutta la scarsità di cultura del
benessere e del buon vivere è emersa a seguito della
somministrazione del questionario da parte della Federazione
italiana medici di medicina generale a 793 associati, che
rientra nel progetto di più ampio respiro, “Safe” (Stile di
vita - Alimentazione - Farmaco - Esercizio Fisico), che
prende il via in questi giorni in tutta Italia.
I risultati ottenuti risultano
tutt’altro che incoraggianti: solo un italiano su due è
consapevole dei rischi derivanti dal numero eccessivo di
chili. Eppure, secondo il 74% dei medici di famiglia della
Fimmg, fino al 10% degli assistiti è obeso e fino al 30%
chiaramente in sovrappeso, tanto da dover intervenire con un
programma di riduzione o mantenimento del peso almeno nel
40% dei casi.
Il peso in eccesso è un problema di salute pubblica, che sta
assumendo dimensioni allarmanti a livello mondiale: in
Italia i dati Istat, pubblicati nel 2007, evidenziano che
più di un terzo della popolazione (34,2%) è in sovrappeso e
il 9,8% è obeso.
E a livello giovanile le cose non vanno meglio: le stime
ufficiali dicono che l’Italia detiene il non invidiabile
primato dei bimbi più ‘cicciotti’ d’Europa. Secondo
un’autorevole indagine condotta negli ultimi mesi nelle
scuole italiane dal Ministero del lavoro, salute e politiche
sociali e coordinata dall'Istituto superiore di sanità, in
collaborazione con il Miur e con l'Istituto nazionale di
ricerca e nutrizione, oltre il 35% dei bambini frequentanti
la terza elementare (quindi tra otto e nove anni) risultano
in sovrappeso. E anche in questa fascia d’età i motivi
andrebbero ricondotti anche dalle cattive abitudini o la
mancanza di sensibilizzazione adottata nell’ambiente
casalingo, oltre che in quello scolastico.
Eppure da diversi anni i medici
si sforzano di dire che l’obesità può essere causa
dell'insorgenza del diabete, delle patologie cardiovascolari
(infarto, ictus, malattie del cuore), delle malattie del
fegato o colecisti, di alcune forme di cancro e delle
complicanze osteoarticolari. Chi vuole ridurre la soglia di
queste minacce diventa allora fondamentale, oltre a curare
una dieta adeguata, seguire un corretto stile di vita. Se è
relativamente facile far seguire un sano regime alimentare,
almeno in un primo periodo, il vero scoglio è infatti quello
di far iniziare un'attività fisica: per il 64% dei medici
Fimmg è possibile in meno del 20% dei pazienti. Insomma, se
sul fronte sociale e professionale c’è poco da stare allegri
anche su quello della salute sarebbe bene cominciare a stare
in guardia.
Fonte:
Tecnicadellascuola.it
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Sport-terapia: al Niguarda presto un Centro
di Medicina dello Sport
All'Ospedale
Niguarda Ca' Granda di Milano un progetto ambizioso e
complesso: quello di creare, presso l'Unità Spinale
Unipolare, un laboratorio di valutazione funzionale dei
propri pazienti mielolesi che diventi nel tempo un vero
e proprio centro di medicina dello sport. Per uno sport
non solo in fase riabilitativa ma anche agonistica
ROMA - La
notizia è intrigante: di quelle che possono spalancare
scenari futuri, addirittura sportivi, a quanti,
mielolesi, traumatizzati spinali, si trovano a fare
riabilitazione senza prospettive per il dopo. Al
Niguarda, che già nel 2007 ha siglato un Protocollo
d'Intesa con il Comitato Paralimpico, volto alla
promozione della sport-terapia presso l'USU del Presidio
Ospedaliero, nascerà un laboratorio di valutazione
funzionale dei pazienti mielolesi che si trasformerà nel
tempo in un centro di medicina dello sport. Il progetto
parla di proporre ai pazienti corsi semestrali serali di
avviamento a sport vari, che si ripeteranno con cadenza
ciclica.
Già si
praticava fitness in palestra, nuoto, arco,
pallacanestro e tennistavolo, presso l'USU del Niguarda.
Poi è stata introdotta "la scherma in carrozzina, che ha
potenziato l'equilibrio di tronco dei pazienti - si
evidenzia nella relazione sull'attività di sport-terapia
2007/2008 - il tiro a segno e la cerbottana, strategica
per migliorare i volumi polmonari e la forza di
espirazione anche dei pazienti con pochi movimenti
residui". Tutto questo in fase di riabilitazione. Poi
l'esperienza terminava, restava lettera morta al momento
delle dimissioni dall'Ospedale.
Il
progetto che ha preso vita nei giorni scorsi, invece, si
propone di istituire dei corsi serali di proseguimento,
dopo le dimissioni dall'USU, degli sport già
sperimentati in fisioterapia, e magari agevolare il
tesseramento dei pazienti con le società sportive CIP
della Lombardia. Ci saranno momenti di formazione e
informazione su attività come la subacquea, il
calciobalilla, il golf, il tennis, lo sci alpino. "Si
pensa di attivare un vero e proprio laboratorio di
valutazione funzionale - si evince da uno stralcio del
progetto - per sondare le capacità cardiorespiratorie,
circolatorie e muscolari" in sintesi le possibilità
performative, sportive dei soggetti coinvolti. "un
laboratorio che nel tempo vorremmo si trasformasse in un
centro di medicina dello sport di riferimento per i
pazienti con lesione del midollo spinale del Nord
Italia".
E ancora:
"Si tratta di un lavoro multidisciplinare, che prevede
il concorso di professionalità varie: il docente di
scienze motorie, il fisiatra ed il fisioterapista,
l'allenatore della società sportiva". Così, pensano al
Niguarda, "si potranno riconsegnare al massimo livello
di autonomia ragazzi e adulti para e tetraplegici in
cura nella struttura, permettergli di misurarsi con i
propri ‘limiti' e con il proprio potenziale residuo".
Molti scopriranno di avere delle carte vincenti da
giocare ancora, una nuova vita di inclusione nel segno
dello sport. (a cura del Cip)
Fonte:
superabile.it
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