Lo Sport Come Farmaco
Rassegna Stampa
 

 

Progetto Guadagnare Salute, il Formez ha premiato al Forum PA le 38 pratiche eccellenti nel settore della prevenzione

di Andrea Ugolini

Sono 38 le esperienze eccellenti che hanno ottenuto lo scorso 12 maggio al Forum PA il premio di migliore pratica di prevenzione del programma Guadagnare Salute. Il Ministero della Salute ha sviluppato negli ultimi due anni l'idea forte di promuovere i sani stili di vita in tutte le politiche per spingere le comunità locali a rafforzare i piani per la salute dei cittadini e rafforzare le abitudini di vita più virtuose. I casi esemplari sono il cuore del progetto "Esperienze Intersettoriali delle Comunità Locali per Guadagnare Salute", nel cui ambito il Formez ha assegnato il premio di € 15.000 ad ognuna delle 38 esperienze eccellenti della prevenzione italiana. Il Formez ha premiato le pratiche validate come migliori nell'ambito delle 330 complessivamente inserite nella banca dati. Sono stati premiati i due migliori casi in ogni regione e sono 38 anzichè 40 perchè Abruzzo e Calabria hanno avuto un solo riconoscimento. Nel corso del convegno è intervenuto l' Assessore siciliano alla Sanità Massimo Russo per premiare le pratiche della propria regione e per sottolineare i grandi sforzi di risanamento dei debiti. “Ha vinto la politica sanitaria messa in atto in Sicilia - ha proseguito l'Assessore Russo – “e non è stata un’impresa facile perché quando dieci mesi fa il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo mi ha assegnato l'incarico alla sanità, ho ricevuto un'eredità molto pesante: bisognava recuperare 900 milioni di deficit accumulati in 3 anni e io ho sentito l'esigenza di cambiare le cose attraverso le regole, abbattendo il debito e riducendo l’ospedalizzazione".

La Banca dati con le 330 migliori esperienze di Prevenzione in Italia, l’attivazione di una Comunità di Pratiche dei Referenti delle Esperienze e il percorso formativo sulla prevenzione costruito su misura per soddisfare i bisogni di apprendimento dei referenti sono le tre principali realizzazioni che il Formez ha presentato ai numerosi tecnici e amministratori sanitari presenti in sala. Presso lo stand l’istituto ha distribuito i tre prodotti all’interno di 1000 pen drives in linea con le direttive del ministro Renato Brunetta per digitalizzare i servizi della Pubblica Amministrazione entro il 2012. Sul sito www.formez.it è possibile consultare l’intera banca dati delle esperienze, cliccando sul link http://win.aegov.com/survey/salute.asp.

“Investire nella prevenzione significa rendere sostenibile il sistema” - ha osservato il Direttore Generale del  Formez Marco Villani – “perché la salute punta su obiettivi di sistema mentre la sanità lavora sulle prestazioni quando i danni dei comportamenti non salutari sono già stati prodotti”. Il Direttore Villani e il Presidente della Regione Molise Michele Iorio hanno consegnato gli assegni alle amministrazioni vincenti per incoraggiare gli enti locali a rafforzare e diffondere sul territorio le buone pratiche della buona alimentazione, dell’attività fisica, del contrasto al fumo e all’abuso di alcool visto che la malattie croniche legate a stili di vita sbagliati hanno provocato a livello mondiale 35 milioni di morti nel 2005. Per dare una svolta alla situazione occorre un grande sforzo di collaborazione di tutti gli operatori – ha notato la dirigente dell’Ufficio II D.G. Prevenzione e Comunicazione del Ministero della Salute Daniela Galeone - perché “la sfida è quella di cambiare lo stile di vita degli italiani  e questo è possibile solo se tutti i comparti lavorano secondo un programma d’azione condiviso, altrimenti i singoli interventi avranno un successo effimero e non saranno in grado di mutare i comportamenti delle persone.

“L’obiettivo è rafforzare i casi eccellenti e caratterizzarli sempre più come azioni di prevenzione durature e costanti sul territorio” – ha osservato la responsabile del Progetto Silvia Boni – “e visto il successo dell’iniziativa, abbiamo deciso di riaprire l’accesso alla Banca Dati fino al 31 dicembre 2009 in modo che gli operatori possano continuare ad avere un importante spazio per inserire nuove esperienze ed avere la possibilità di diffondere la loro attività. Abbiamo lavorato sull’intero territorio nazionale per la ricerca delle pratiche - ha concluso Boni – per arrivare a produrre l’unico database ufficialmente riconosciuto dal Ministero della Salute. Per informazioni contattare la Responsabile Dottoressa Silvia Boni (tel. 06 84892265; 06 84892371; 06 84892210 sboni1@formez.it).

Elenco Vincitori  Buone Pratiche
Regione Titolo Amministrazione Referente
Abruzzo Prevenzione dell'obesità nella Regione Abruzzo ASL Avezzano-Sulmona Rossana Cassiani
Basilicata Valutazione stato nutrizionale e attività fisica di una popolazione scolastica di età compresa tra i 6 e 13 anni "mangiar bene e vivere sani" Ospedale - ASL 4 Matera Carmela Bagnato
Basilicata Prevenzione, diagnosi e cura del sovrappeso e dell'obesità in età evolutiva nell'ASL 1 di Venosa (PZ) ASL 1 Venosa Luciana Santangelo
Calabria "Walking in the city: vivi la città, muoviti di più" Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro Annalisa Spinelli
Campania Alimenti alla luce del sole ASL 1 Benevento Danila Carlucci
Campania Il tempo sos..peso ASL 2 Salerno Felicia Iannuzzi
Emilia-Romagna Tutti i gusti sono giusti. Attivare una rete locale culturalmente competente in etno-nutrizione AUSL Bologna Augusta Albertini
Emilia-Romagna Progetti intersettoriali di Comunità per la promozione di una sana alimentazione e di una regolare attività fisica a partire dall'infanzia AUSL Modena Alberto Tripodi
Friuli Venezia Giulia Merenda sana uguale per tutti e movimento: un'associazione vincente ASS 6 Pordenone Silvana Widmann
Friuli Venezia Giulia Operatori della sanità liberi dal fumo ASS 1 Triestina Riccardo Tominz
Lazio Alimentazione è Salute. Percorsi di counseling nutrizionale per famiglie, per la promozione di corretti stili di vita e la prevenzione delle malattie cronico-degenerative ASL Roma B Luciana Olivieri
Lazio Adolescente-mente ASL Latina Antonio Graziano
Liguria Se guidi non bere ASL Genova Anna Maria Micantoni
Liguria Progetto educazionale "le mille anime del cibo" ASL 3 Genovese Cinzia Salani
Lombardia Alcol meno è meglio ASL Cremona Emanuele Sorini
Lombardia Piano integrato per il diritto alla salute della Città di Mantova Comune di Mantova Umberto Fioravanti
Marche "Respiriamo Liberi". Programma di prevenzione e trattamento del tabagismo a livello zonale (ex-ASL) con sperimentazione di un intervento di comunità presso il Comune di Camerano ASUR Marche - Zona Territoriale 7 Ancona - Dipartimento di Prevenzione Stefano Berti
Marche Progetto Interambito "Ragazzi al Centro - Crescere Insieme" (D.G.R. n. 172/05) ASUR Marche - Zona Territoriale 10 Camerino Anna Ricci
Molise Pianeta giovani: progetto interistituzionale di prevenzione del disagio giovanile ASL Molise Maria Letizia Ciallella
Molise Progetto "ANDROMEDE". Indagine epidemiologica per la prevenzione alcologica in fasce d'età Istituto Istruzione Superiore Incoronata Ricciardella
Piemonte Proteggiamo la salute ASL 4 Torino Alberto Massasso
Piemonte MAGIA (Movimento Alimentazione Gioco Iniziativa Amicizia) ASL 4 Torino - Regione Piemonte Maurizio Gottin
Puglia Giocosport ASL 6 Mola di Bari - Distretto Sociosanitario Maria Tateo
Puglia Scegliere la strada della sicurezza - Programma prevenzione degli incidenti stradali alcool correlati ASL Brindisi Liborio Rainò
Sardegna Progetto tabagismo. Prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione - corso di formazione operatori, prevenzione nelle scuole 2007/8 e 2008/9 - gruppi di terapia di disassuefazione dal fumo ASL 2 Olbia Salvatore Carai
Sardegna Scuola alcologica ASL 2 Olbia ASL 2 Olbia Salvatore Carai
Sicilia Ambulatorio del fitness e qualità della vita Azienda Ospedaliera Policlinico di Messina Stefano Conte
Sicilia Pianificare "in rete", a livello regionale e locale interventi di promozione e sostegno allo svolgimento di un'adeguata attività motoria nella popolazione in generale e con particolare riguardo ad alcune fasce ASL 2 Caltanissetta Grazia Colletto
Toscana Il gusto di stare insieme Comune di Vecchiano Adolfo Del Soldato
Toscana Programma di interventi per la prevenzione dell'obesità infantile AUSL 4 Prato Giuseppe Vannucchi
Trentino Alto Adige Mensa - Interscuola Intendenza Scolastica Italiana Bolzano Valeria Ribolli
Trentino Alto Adige La biblioteca del benessere Comune di Arco Cristina Bronzini
Umbria Patente "De Iuventute" ASL 1 Umbria Guido Monacelli
Umbria "E io...non lo mangio" percorso di conoscenza del valore relazionale del cibo ASL 4 Terni Mirena Angeli
Valle D'Aosta Prevenzione e cura dell'obesità infantile: strategie per un intervento integrato. AUSL Valle D'Aosta Massimo Mazzella
Valle D'Aosta Premia Grand Combin AUSL Valle D'Aosta Silvio Giono Calvetto
Veneto Salute è benessere ULSS 6 Vicenza Angiola Vanzo
Veneto Progetto Piedibus ULSS 7 Veneto Tiziana Menegon

 

Concluso il convegno "Lo Sport come Farmaco"

   
Curiosità
Scritto da Paolo De Grazia   

Organizzato dall’Associazione Made in Sicily, si è concluso a Messina il convegno sul tema “Lo Sport come Farmaco”, caratterizzato dall’intervento di autorevoli esperti. 

 

Con le relazioni sull’attività fisico-motoria dei disabili e dei diversamente abili motori resa dal M° Angelo Minissale, sulla Palestra Ambulatorio resa dal Dott. Stefano Conte, sull’attività degli Operatori nei rapporti umani con la Terza Età è i diversamente abili resa dal Dott. Antonio Celona, sugli Stili di Vita a cura del Sig. Vittorio Cocivera si è concluso il convegno sullo “Sport come Farmaco” , che ha avuto autorevole moderatore nel Dott. Serafino Ciraolo.Nella giornata precedente dei lavori si sono alternati al tavolo dei relatori la Dott.ssa Maria Francesca Catalano, che ha intrattenuto sull’alimentazione e la nutrizione nella Dieta Mediterraea, e il Prof. Giovanni Saija Bisazza  che ha relazionato sull’attività ludico motoria della  Terza Età.Tutti di assoluto rilievo gli interventi dei convegnisti, fra i quali si segnala il contributo audio-video del Prof. Carmelo Campagna, illustrativo delle esperienze d’integrazione fra normodotati e diversamente abili a cui attende l’Istituto Antonello di Messina.Degni di particolare nota gli interventi del Comandante della Marina Militare Francesco Potenza e del Preside dell’Istituto Marconi Prof. Claudio Stazzone.

 

Fonte: Radiomessinasud.com

 

LO SPORT come FARMACO

Convegno sulle pratiche ludico-motorie e fisico-sportive e corretti stili di vita con particolare nell'applicazione alla Terza Età ed alla Disabilità motoria Per gli Insegnanti di Educazione Fisica, I Dirigenti ed ai Tecnici delle Associazioni Sportive, Gli Operatori del Sociale Messina 17 – 18 Marzo 2009 – Auditorium "Istituto Don Orione" A parziale modificazione di quanto precedentemente comunicato ed esposto negli affissi informativi, si prega di prendere nota che il Congegno lo , anziché nel Teatro avrà luogo nell'Auditorium del medesimo Istituto Don Orione di Messina – Viale San Martino Messina -

Fonte: Intornoamessina.it 

 




 

Lo Sport come Farmaco, convegno a Messina
Curiosità
Scritto da Paolo De Grazia   

Il meeting si tiene nell’Auditorium dell’Istituto Don Orione.

Organizzato dall’associazione Made in Sicily si svolgerà martedì 17 marzo e mercoledì 18, nell’Auditorium dell’Istituto Don Orione il convegno sul tema: “Lo Sport come Farmaco”. I lavori avranno inizio, domani, alle 15.00 con l’introduzione curata dal presidente dell’ associazione Made in Sicily, Serafino Ciraolo. Seguiranno le relazioni della dietista nutrizionista, Maria Francesca Catalano, che parlerà de “L’Alimentazione e la nutrizione nella dieta mediterranea” e del docente di educazione fisica del Minutoli, Giovanni Saija Bisazza, che si soffermerà su “L’attività ludico-motoria nella Terza Età”.Il Convegno proseguirà mercoledì 18 marzo alle 9,30 con l’intervento del presidente del MSP Messina, Angelo Minissale, che relazionerà su “L’attività fisico-motoria dei disabili e nei diversamente abili motori”. Alle 11, Stefano Conte, specialista di malattie metaboliche si soffermerà su “L’ambulatorio-Palestra”. Infine, Antonio Celona, presidente CSAIN Messina, relazionerà su “L’attività degli operatori nei rapporti umani con la terza età ed i diversamente abili”.

Fonte: Radiomessinasud.com   

------- o --------

LO SPORT come FARMACO

Periodo: 17/03/2009 - 18/03/2009

Programma:
Convegno sulle pratiche ludico-motorie e fisico-sportive e corretti stili di vita con particolare nell’applicazione alla Terza Età ed alla Disabilità motoria Per gli Insegnanti di Educazione Fisica, I Dirigenti ed ai Tecnici delle Associazioni Sportive, Gli Operatori del Sociale Messina 17 – 18 Marzo 2009 – Auditorium “Istituto Don Orione”
A parziale modificazione di quanto precedentemente comunicato ed esposto negli affissi informativi, si prega di prendere nota che il Congegno lo , anziché nel Teatro avrà luogo nell’Auditorium del medesimo Istituto Don Orione di Messina – Viale San Martino Messina -.
In loco sarà diposta apposita cartellonistica guida dei percorsi.
Resta conformato il crono programma orario, congiuntamente alla scaletta degli interventi ; consultabili al sito web www.madeinsicilymessina.it
Si coglie l’occasione per rammentare che agli intervenuti verrà rilasciato un ; pertanto, si pregano vivamente quanti interessati di far pervenire in tempo utile la scheda di adesione liberamente scaricabile alla pagina web http://www.madeinsicilymessina.it/Sport_come_Farmaco.asp.

Fonte: Revestito.it

-------- o --------

martedì 17 marzo 2009

“Lo Sport come Farmaco”. All’Istituto Don Orione il convegno organizzato dall’associazione “Made in Sicily”

 

Organizzato dall’associazione “Made in Sicily” si svolgerà martedì 17 marzo e mercoledì 18, nell’Auditorium dell’Istituto Don Orione il convegno sul tema: “Lo Sport come Farmaco” .

I lavori avranno inizio, domani, alle 15 con l’introduzione curata dal presidente dell’associazione “Made in Sicily”, Serafino Ciraolo.

Seguiranno le relazioni della dietista nutrizionista, Maria Francesca Catalano, che parlerà de “L’Alimentazione e la nutrizione nella dieta mediterranea” e del docente di educazione fisica del Minutoli, Giovanni Saija Bisazza, che si soffermerà su “L’attività ludico-motoria nella Terza Età”.

Il Convegno proseguirà mercoledì 18 marzo alle 9,30 con l’intervento del presidente del MSP Messina, Angelo Minissale, che relazionerà su “L’attività fisico-motoria dei disabili e nei diversamente abili motori”. Alle 11, Stefano Conte, specialista di malattie metaboliche si soffermerà su “L’ambulatorio-Palestra”. Infine, Antonio Celona, presidente CSAIN Messina, relazionerà su “L’attività degli operatori nei rapporti umani con la terza età ed i diversamente abili”. 

 

Fonte: Il Cittadino di Messina

-------- o --------

 

CESV Newsletter N.6 del 9 Marzo 2009

Martedì 17 convegno su “Lo Sport come Farmaco”

L'associazione "Made in Sicily" organizza martedì 17 marzo, al Don Orione di Messina (viale San Martino), un convegno su "Lo Sport come Farmaco", dalle ore 15, con particolare attenzione alla terza età e al tema della disabilità motoria, rivolto agli insegnanti di educazione fisica, a dirigenti e tecnici delle associazioni sportive e agli operatori del sociale.
Occorre compilare la scheda di adesione entro il 13 marzo e avere tutte le informazioni sul programma e sul progetto sul sito

www.madeinsicilymessina.it/Sport_come_Farmaco.asp.

Fonte: CESV Messina

 


L'appuntamento fissato per il 4 ottobre

Convegno del CONI sul Wellness
la prescrizione dell'esercizio fisico

Siracusa – Si terrà domenica 4 ottobre dalle ore 09.00 nella sala convegni Hotel club Helios di viale Lido a Noto Marina, il 5° convegno regionale “Sport per tutti Scienza e tecnica del Wellness: la prescrizione dell’esercizio fisico”, organizzato dal Comitato Regionale C.O.N.I. Sicilia, il Comitato Provinciale Coni di Siracusa e la F.M.S.I. della Sicilia, con la collaborazione delle Facoltà e Corsi in Scienze Motorie delle Università della Sicilia. Il V Convegno sullo “Sport per tutti” è stato programmato per coinvolgere, in un grande evento scientifico i Comitati Provinciali CONI ed FMSI ed i Corsi e le Facoltà di Scienze Motorie Universitarie della Sicilia.

Il Convegno è stato deliberato dalla Giunta Regionale del CONI della Sicilia a seguito del grosso successo delle precedenti edizioni: la prima, svoltasi ad Acireale nel 2005 con la partecipazione di quasi 300 iscritti, ha iniziato un percorso formativo e di confronto, tra tutti gli addetti al mondo dello sport tecnici e medici, continuato sempre con grande successo di tematiche svolte e di pubblico presente nelle successive edizioni presso l’Università di Messina 2006, Palermo 2007 ed Enna 2008.

L’attività fisica a scopo preventivo-terapeutico si distingue dall’attività sportiva sia per la finalità del movimento ma anche perché non tutti possono praticare tutti gli sport (“attività motoria finalizzata all’esecuzione di un gesto atletico specifico”) mentre tutti quanti possono essere o diventare fisicamente attivi con l’esecuzione del movimento e della prescrizione personalizzata della sport-terapia anche in soggetti sani e malati (cardiopatici, obesi,ipertesi o diabetici): “un movimento corporeo specifico dovuto a contrazione della muscolatura scheletrica ed associato ad un consumo energetico prevalentemente aerobico.

L’importante e moderna ricerca medico-sportiva, che pone l’Italia quale nazione di studio all’avanguardia nel mondo, si pone come obiettivo di riuscire a somministrare il movimento come fosse un farmaco insieme ai medicinali tradizionali la cui posologia sarà certamente ridotta se la prescrizione della ginnastica è stata correttamente valutata ed eseguita.

Medici di famiglia, medici sportivi, laureati in Scienze Motorie, impianti sportivi devono essere pronti e preparati per migliorare gli stili di vita ed avviare al Wellness il cittadino per assicurare un migliore stato di salute.

Il Ministero della Salute recependo il piano nazionale sanitario( che prevede come obiettivo primario “.. promuovere anche negli anziani comportamenti e stili di vita positivi per la salute in grado di prevenire condizioni di morbosità, disabilità e mortalità pre-matura , attraverso azioni concernenti: alimentazione, fumo, alcool e attività fisica.”), insieme all’Università, al CONI ed alla Federazione Medico Sportiva Italiana ha l’obbligo di programmare ed attuare una serie di iniziative formative ed attuative per migliorare lo stato di salute psico-fisica del cittadino.

Presenti all’incontro l’assessore regionale allo sport, Nino Strano, il presidente del Coni Sicilia, Massimo Costa e il presidente del comitato provinciale di Siracusa, Pino Corso.

Fonte: giornaledisiracusa.it

 

Quelle «cattive abitudini» negli anziani

Pur avendo sconfitto il cancro, prestano poca attenzione alla salute. Invece, sport e dieta sono di grande aiuto per limitare gli effetti collaterali della chemioterapia, prevenire le ricadute e rallentare l’invecchiamento

Hanno sconfitto un tumore, eppure non si prendono granché cura della propria salute. È questa la «fotografia di gruppo» che meglio sembra ritrarre gli anziani lungo-sopravviventi oncologici, ovvero chi ha passato i 65-70 anni d’età e si è lasciato alle spalle il cancro da più di cinque. A scattarla è uno studio pubblicato sul numero di settembre della rivista Cancer che riporta le cattive abitudini degli ex-malati seniores soprattutto per quanto riguarda dieta e ginnastica. E dimostra le migliori condizioni fisiche di chi segue un’alimentazione corretta e fa regolarmente un po’ di movimento. Con un profitto dal punto di vista della qualità di vita in generale: meno stress, minori disabilità e, di conseguenza, inferiori costi per le cure dei vari «acciacchi».

CANCRO, MALATTIA TIPICA DELLA VECCHIAIA - Ogni anno, in Italia, si contano circa 250mila nuovi casi di tumore. Di questi, più del 60 per cento viene diagnosticato in persone di oltre 65 anni e, dato l’andamento attuale della demografia dei Paesi più sviluppati, la percentuale è destinata ad aumentare. Già oggi, del resto, l’incidenza del cancro è strettamente connessa con l’età: il rischio di sviluppare una neoplasia dopo i 65 anni è infatti circa quaranta volte più alto rispetto a quello di quando si ha tra i 20 e i 44 anni, e circa quattro volte quello medio della fascia tra i 45 e i 64 anni. Infine, ad oggi, le stime parlano all’incirca di un milione e 800mila lungo-sopravviventi nel nostro Paese, più della metà anziani.

LO STUDIO – I ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York hanno analizzato i dati relativi a 753 pazienti over 65 che avessero superato almeno da cinque anni una diagnosi di carcinoma alla mammella, alla prostata o al colon retto. I partecipanti hanno risposto a questionari riguardanti dieta, esercizio, peso, funzionalità fisica e salute mentale. E, stando alle risposte ottenute, gli anziani si preoccupano troppo poco del proprio benessere: per esempio, in media dedicano soltanto dieci minuti alla settimana allo sport e solo il sette per cento degli intervistati rispetta delle sane regole alimentari. E’ però emerso chiaramente dalle risposte date che gli ex-malati obesi hanno una qualità di vita peggiore rispetto a chi, guadagnandone in vitalità e funzionalità fisica, ha dichiarato di fare ginnastica e seguire una dieta equilibrata.

TENERSI IN FORMA PER CONTRASTARE L’INVECCHIAMENTO – Il peso gioca un ruolo fondamentale. Se da un lato gli anziani sono a rischio obesità, proprio perché tendono a impigrirsi e diventare sedentari, dall’altro – soprattutto i pazienti sottoposti a chemioterapia – possono essere esposti a dimagrimento eccessivo, anemia, calo di forze. Il pericolo, quindi, è duplice: pesare troppo o troppo poco ha gravi controindicazioni, sia prima che dopo un tumore. «E’ importante, indipendentemente dal cancro, che anche in età senile si faccia una moderata attività fisica perché aiuta a preservare l’autonomia motoria minacciata dalla vecchiaia» sottolinea Silvio Monfardini, responsabile del Programma di Oncologia Geriatrica alla Fondazione Don Gnocchi di Milano e all’Istituto oncologico veneto. Certo, è ovvio, in base alle possibilità di ciascuno: uscire per la spesa, tenere in ordine la casa, ma anche fare sport a livelli intensi. «Nella vasta ed eterogenea classe degli over 65 ci sono molte differenze – prosegue Monfardini -, ma una regola vale per tutti i malati oncologici: tenersi in forma è utile sia per affrontare al meglio i trattamenti anticancro, sia per godere di maggiore benessere dopo».

GINNASTICA E DIETA CONTRO GLI EFFETTI COLLATERALI DELLE CURE – Molte ricerche hanno dimostrato come gli anziani lungo-sopravviventi oncologici siano più esposti a secondi tumori, malattie cardiovascolari, obesità e declino funzionale. Disturbi che possono essere efficacemente contrastati da comportamenti salutari. «Questo studio prova ancora una volta quello che gli specialisti sostengono da tempo:sport e corretta nutrizione contribuiscono a preservare una qualità di vita superiore e una migliore funzionalità nei pazienti oncologici over 65. E non solo», sottolinea Vittorina Zagonel, responsabile dell’Oncologia medica al Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma e vicepresidente del GIOGer (Gruppo Italiano di Oncologia Geriatrica). «Insomma – prosegue l’esperta -, per gli anziani ex-malati di cancro i buoni motivi per fare sport e curare l’alimentazione sono doppi: ai vantaggi per la salute in generale, si aggiungono quelli contro i possibili effetti indesiderati delle terapie anticancro a lungo termine». La ginnastica, ad esempio, aiuta a ridurre il rischio di neuropatia periferica (provocata da alcuni farmaci chemioterapici), un disturbo che determina difficoltà motorie o della sensibilità degli arti. Ma dieta e attività fisica aiutano anche a limitare le possibilità di complicanze cardiovascolari causate dalle terapie ormonali per i pazienti con un tumore della prostata.

ALMENO DIECI MINUTI AL GIORNO – Si può fare qualsiasi tipo di sport, compatibilmente con le proprie condizioni generali. Nuoto, bicicletta, cyclette, per tenere in allenamento muscoli e tendini. Ma anche solo una lunga passeggiata o salire le scale di casa. L’importante è essere costanti e muoversi almeno dieci minuti al giorno. Tenendo presente che sentirsi in forma è utile anche contro ansia, stress, e fatigue, quel senso di spossatezza e mancanza di concentrazione che molti malati si trovano a dover affrontare al termine dei trattamenti.

Fonte: corriere della sera.it

 

SPORTIVI: ATTENTI A CIO’ CHE ASSUMETE!

Dal Centro Antiveleni – Centro Nazionale di Informazione Tossicologica dell’Istituto Scientifico dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia un monito ai frequentatori di palestre: maggior attenzione ai prodotti “performanti”

Facile reperibilità degli integratori per sportivi nei mercati paralleli, come internet, falsa percezione di non pericolosità dei prodotti, specie se a base di estratti erboristici, inconsapevolezza delle possibili interazioni con i farmaci tradizionali, inattendibilità di quanto dichiarato in etichetta sui prodotti acquistati via web. Questi i problemi maggiori sollevati dal CNIT - Centro Nazionale di Informazione Tossicologica – Centro Antiveleni dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia che, dal 2007 al 2009, ha visto giungere alla propria attenzione ben 37 pazienti, in particolare frequentatori di palestre, di cui 19 con segni di intossicazione da prodotti utilizzati per migliorare le performance sportive, ovvero integratori alimentari, prodotti dimagranti e anabolizzanti.
 
In termini assoluti, anche se i casi di tossicità acuta a causa di prodotti da palestra diagnosticati dal Centro Antiveleni di Pavia sono relativamente pochi, negli ultimi anni si è registrato un trend in aumento e l’emergenza riguarda particolarmente gli amanti dello sport. Infatti, ben 21 su 37 sono sportivi che hanno dichiarato di aver assunto sostanze a scopo performante e 19 di questi sono frequentatori di palestre: 5 body-builder professionisti e 14 dilettanti. Gli altri sono un ciclo-amatore e un giocatore di basket. “Il paziente-tipo che si presenta con sintomi da intossicazione - afferma il dr. Andrea Giampreti, medico tossicologo presso il CNIT di Pavia - è maschio, adulto di età compresa tra i 30 e i 45 anni e pratica attività sportiva prevalentemente in palestra.
I prodotti maggiormente coinvolti nei casi di intossicazione sono i prodotti dimagranti, con 8 casi, seguiti dagli integratori - 7 casi - e dagli anabolizzanti - 4 casi. I pazienti intossicati da prodotti dimagranti si sono presentati con agitazione e tachicardia (3 casi, in 1 caso il prodotto è risultato adulterato con sibutramina), allucinazioni e dilatazione eccessiva delle pupille (2 casi, in entrambi i prodotti sono risultati contaminati da un alcaloide anticolinergico, la scopolamina), ipertensione (2 casi), dolore retrosternale (1 caso). Gli integratori, invece, provocano nausea, vomito, dolori allo stomaco, agitazione, tachicardia (6 casi da prodotti contenenti estratti di ginseng, guaranà, caffeina ed efedra) e in casi estremi convulsioni e coma (1 caso in seguito a sovradosaggio di yohimbina). Gli anabolizzanti infine hanno causato psicosi acuta, tachicardia, danno alle cellule muscolari (3 casi in seguito ad assunzione di steroidi), agitazione (1 caso per assunzione di clenbuterolo).
Che si tratti di un problema soprattutto culturale emerge chiaramente dall’analisi delle componenti che hanno causato i sintomi sopradescritti: si tratta di sostanze comunemente assunte senza una specifica consulenza medica o reale necessità. Troviamo infatti prodotti a base di guaranà, ginseng, caffeina, Ephedra (oggi vietata negli Stati Uniti e nella Comunità Europea), antidepressivi, amfetaminici ed estratti tiroidei.
“Ciò che preme sottolineare, - continua il dr. Giampreti – è che ci muoviamo in un campo in cui c’è ancora molto da regolamentare. È’ molto semplice procurarsi prodotti che possono sfuggire ai controlli delle autorità competenti, attraverso internet per esempio. Inoltre, gli utenti non sono sempre a conoscenza delle possibili interazioni di certi estratti vegetali con i farmaci di sintesi o con gli alimenti. In alcuni casi poi (fortunatamente isolati e concernenti prodotti acquistati via web) sono stati riscontrati contaminanti o adulteranti tossicologicamente attivi non dichiarati in etichetta”.
“Siamo in un momento di transizione normativa, in cui si stanno sempre più delineando, sia in Italia che in Europa, i criteri per la regolamentazione e commercializzazione di prodotti che possano ritenersi sempre più efficaci, sicuri e di qualità - conclude il dr. Giampreti -. Informazione e sensibilizzazione culturale rivolte a medici e consumatori risultano pertanto fondamentali a fronte di prodotti complessi in termini di principi attivi e composizione. La non sempre adeguata conoscenza degli utenti circa gli effetti dei principi attivi e la complessità dei casi clinici, rendono inoltre la formulazione del sospetto clinico e l’inquadramento diagnostico un processo articolato in cui l’esperto tossicologo e l’attività del Centro Antiveleni possono giocare un ruolo significativo”.

CATEGORIE E COMPOSIZIONE DEI PRINCIPALI PRODOTTI DA PALESTRA
INTEGRATORI(21 CASI – 57%)    PRODOTTI DIMAGRANTI(12 CASI – 32%)    ANABOLIZZANTI(4 CASI - 11%)
Vitaminici                            3 casi - 14%    Antidepressivi/derivati amfetaminici e tiroidei                             4 casi – 33%    Stanozololo                               1 caso
Proteici/aminoacidi              4 casi - 19%    Estratti erboristici (coleus, sinefrina, caffeina)                          3 casi – 25%    Stanozololo/testosterone            1 caso
Guaranà/ginseng/caffeina   5 casi - 24%    Sibutramina                      3 casi - 25%    Beclometasone/boldenone/metenolone1 caso
Efedra/caffeina                    2 casi - 10%    Non noto                          2 casi - 17%    Clenbuterolo                               1 caso
Yohimbina                          1 caso - 5%       
Altro/non noto                    6 casi - 28%
   
 
Fonte: cybermed.it   

 

Poco fitness al giorno allunga la vita

Le persone che si tengono anche solo moderatamente in forma man mano che gli anni passano potrebbero garantirsi una vita più lunga rispetto a coloro che restano completamente inattivi con l'avanzare dell'età.

Lo afferma un nuovo studio neozelandese, condotto su quasi 4.400 adulti sani.

Gli scienziati hanno scoperto che le persone che non svolgevano alcuna attività fisica (circa il 20% del totale) avevano il doppio delle probabilità di morire nei successivi nove anni rispetto agli individui anche solo un pò più attivi.

"I nostri risultati suggeriscono che uno stile di vita sedentario, più che le differenze nei fattori di rischio cardiovascolari o l'età, possa spiegare i tassi di mortalità doppi negli individui sedentari rispetto a quelli leggermente più attivi", dichiara la coordinatrice della ricerca, dottoressa Sandra Mandic, della University of Otago a Dunedin, Nuova Zelanda.

Gli studiosi ricordano che il minimo di attività fisica consigliata è di 30 minuti, corrispondente per esempio a una camminata veloce, cinque o più volte a settimana. Due terzi delle persone più sedentarie dello studio non facevano nemmeno questo, sottolinea la Mandic.

"Occorre mantenere un certo livello di fitness svolgendo regolarmente attività fisica", secondo la ricercatrice.

Lo studio, pubblicato da Medicine and Science in Sports and Exercise, ha incluso 4.384 donne e uomini di mezza età o anziani; all'inizio sono stati testati i loro livelli di fitness e, in base all'allenamento, i partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi.

Il follow-up è durato dal 1986 al 2006. In questo periodo tutte le persone meno allenate (un quarto) sono morte, contro il 13% di quelle solo lievemente più in forma. Nel gruppo degli adulti più in forma, solo il 6% è deceduto nel corso dello studio.

Fonte: paginemediche.it

 

Sport contro i disturbi alimentari

La Regione dal prossimo autunno promuoverà la campagna “Energia è vita”

MILANO – Partirà il prossimo autunno una campagna di educazione alimentare e sui corretti stili di vita rivolta a famiglie e giovani. Si tratta di “Energia è vita”, un’iniziativa dell’associazione sportiva Masseroni-Marchese, realizzata con il patrocinio e contributo dell’Assessorato alla Salute, che prevede un monitoraggio funzionale per 3000 bambini, nella fase della crescita, ai quali verrà offerto un check-up gratuito sullo stato di salute. Si svolgerà nel centro sportivo multifunzionale di via Madruzzo, vicino a piazzale Lotto, per poi proseguire secondo un piano triennale.

Punto di partenza, uno screening antropometrico: peso, altezza, indici di massa e alcuni parametri fisiologici con la sperimentazione di un innovativo test per capire quanto uno stile di vita con o senza attività sportiva e uno nutrizionale incida sulla reattività del ragazzo e sull'efficienza fisica e mentale. Particolare attenzione verrà, infatti, rivolta proprio all’aspetto dell’alimentazione. “Alimentarsi in modo adeguato, bilanciato e corretto vuol dire combattere sovrappeso, obesità e disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia), che non sono problemi di natura estetica ma una vera e propria malattia – ha detto l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna alla presentazione dell’iniziativa -. Sette bambini su 10 che oggi sono in sovrappeso lo saranno anche da adulti; il che significa diabete (causato nell’80% dei casi da obesità), tumori (30% dei casi), malattie cardiovascolari (25% dei casi) e un’aspettativa di vita inferiore mediamente di 10 anni”. Per questo è estremamente importante correggere uno stile di vita che spesso comprende una dieta troppo ricca di grassi e zuccheri e l’attività fisica ridotta quasi a zero. “Il risultato – ha aggiunto Landi - è che stiamo diventando una popolazione di persone grasse. I nostri figli, anziché giocare all’aperto o fare sport, passano la maggior parte del tempo libero davanti alla televisione: il 30% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni almeno 2-3 ore al giorno, il 22% 3-4 ore e il 20% oltre 4 ore. E’ dimostrato che un bambino di quest’età, che trascorra 5 ore davanti al video, ha un rischio 5 volte maggiore di diventare obeso”. Per quanto riguarda l’attività fisica, sta aumentando il numero dei sedentari in particolare nell’età giovanile. Si è notevolmente ridotto il numero di ragazzi che pratica un’attività sportiva e, tra i giovani di 18-19 anni, la quota di persone completamente inattive è molto elevata. Anche nella fascia di età tra i 6 e i 10 anni aumentano i comportamenti sedentari, più di un bambino su 5, non svolge alcuna attività fisica nel tempo libero.
Seminario del 13 e 14 giugno
Salute e sport saranno anche al centro di un incontro che avrà l’obiettivo di migliorare la conoscenza degli operatori sportivi, istruttori e medici, sulle problematiche del diabete insulino-dipendente, allo scopo di favorire l’accoglienza dei giovani nell’attività sportiva scolastica e amatoriale. L’evento è organizzato dall’Associazione per l’Aiuto ai Giovani Diabetici Lombardia Onlus in collaborazione con il CONI Provinciale e prevede, nella giornata di sabato, presso la sede di via Piranesi 44, una parte didattica con l’intervento di autorità e relatori specialisti, mentre domenica mattina, presso il centro Masseroni, ci sarà una dimostrazione pratica dello svolgimento di un percorso ginnico con controllo glicemico prima e dopo l’esercizio fisico, a dimostrazione che anche i ragazzi con diabete possono e devono praticare attività sportive.

Fonte: www.sateliosnews.it

 

 

Attività motoria: cominciamo dalle scuole

Bruno Stafisso
responsabile del Servizio di Medicina dello sport, Dipartimento di Prevenzione Ausl 2 Perugia

28 maggio 2009 - All’interno della cornice del programma nazionale Guadagnare salute, la direzione della Asl 2 di Perugia ha presentato, a marzo del 2008, alcuni progetti sull’attività motoria rivolti al mondo della scuola, a quello degli adulti e alla promozione di gruppi sportivi amatoriali. Il sotto-progetto rivolto ai ragazzi in età scolare, è stato avviato tra ottobre e novembre 2008 e si è concluso con un convegno internazionale (pdf 2,3 Mb) di quattro giorni a maggio 2009. Il programma ha trovato una sinergia con il Coni provinciale, l’Ufficio scolastico regionale e l’Azienda farmacie del Comune di Perugia (Afas): si è dunque creata una squadra con un progetto unitario e ciò ha contribuito alla razionalizzazione delle spese e del personale. Intorno a questo sotto-progetto si sono sviluppate altre linee di lavoro, anche esse discusse nel convegno di maggio, portate avanti dal Servizio Medicina dello sport congiuntamente ad altri Servizi del Dipartimento di prevenzione: Igiene e sanità pubblica, Igiene degli alimenti e della nutrizione ed Epidemiologia.

Le scuole a cui è stato presentato il progetto hanno mostrato un’adesione molto alta: 4016 ragazzi (con le rispettive famiglie) e 296 classi (con 386 insegnanti). In questo modo sono stati raggiunti anche gli adulti che quotidianamente ruotano intorno ai ragazzi stessi.

Sono state coinvolte sia scuole elementari (terza, quarta e quinta) che medie (prima, seconda e terza) e tutto il territorio della Asl 2, che comprende una popolazione totale di circa 300 mila persone, distribuite in 4 distretti: distretto n.1 del Perugino, distretto n.2 dell'Assisano, distretto n.3 della Media Valle del Tevere, distretto n.4 del Lago Trasimeno.

Le fasi del progetto: a tu per tu con ragazzi e insegnanti

Una volta ricevute tutte le adesioni da parte delle scuole, siamo andati capillarmente nelle classi che hanno deciso di partecipare al progetto per presentare, insieme agli insegnanti, alcune diapositive sull’importanza dell’attività motoria. Siamo poi tornati dopo un mese, portando un manichino a dimensione umana per mostrare come l’attività fisica incide sui vari organi del corpo (cuore, polmoni, muscoli, ecc) nelle persone che fanno movimento regolarmente.

È importante sottolineare che, in realtà, il progetto non parla di “attività fisica” ma di “attività motoria”, espressione più ampia che racchiude tutte le possibili forme e intensità di movimento: svolgere attività sportive vere e proprie ma anche passeggiare, andare a scuola a piedi, fare le scale. Dunque, attività motoria nella sua completezza.

Il terzo intervento all’interno delle scuole e delle singole classi lo abbiamo affidato a una nutrizionista che, oltre alle consuete raccomandazioni su una corretta alimentazione, ha coinvolto i ragazzi in interventi pratici. Un esempio: sono andati tutti insieme al supermercato e hanno fatto una “spesa ragionata”.

Questo percorso è stato completato da un concorso grafico aperto a tutte le classi e a tutti i ragazzi che hanno partecipato: “Disegniamo lo sport”. Sono stati consegnati circa 2200 disegni e il vincitore è diventato il logo stampato sulla maglietta della manifestazione conclusiva del progetto.

Ci è sembrato anche importante chiedere ai ragazzi di fingersi “decisori” e di proporre idee (da portare agli amministratori comunali) per far sì che nelle singole realtà locali alcuni spazi fossero riqualificati e adibiti ad attività sportive: piste ciclabili, pattinaggio, campi da beach volley, ecc. Ogni zona, infatti, ha esigenze diverse in base al proprio territorio: per esempio, nella zona del Trasimeno, sono state richieste attività da fare con le barche mentre nella zona di Assisi, che è collinare, sono stati proposti percorsi verdi.

Agli oltre 4000 ragazzi che hanno partecipato abbiamo fatto un test d’entrata (all’inizio del progetto) e uno di uscita (alla fine) per vedere se l’input lanciato fosse servito veramente.

Il convegno internazionale: esperienze a confronto

Il progetto ha una durata complessiva di cinque anni e questa prima edizione si è conclusa con un incontro internazionale (Perugia, 20-23 maggio 2009). Dopo l’esame del contesto epidemiologico, dal livello locale a quello internazionale, sono state presentate alcune esperienze, realizzate in Europa (Finlandia e Germania) e in Italia, mettendo a confronto tre Regioni (Umbria, Veneto, Emilia-Romagna) per vedere i rispettivi punti di forza e criticità. 

L’Oms e il ministero della Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali hanno ribadito le linee di indirizzo in materia di promozione della attività motoria, sottolineando il valore della valutazione epidemiologica.

Il tema è stato affrontato da esperti sia per quanto riguarda le diverse età, sia per quanto riguarda le diverse patologie da prevenire e controllare. Una sessione è stata dedicata alla disabilità. Ovviamente insieme al tema dell’attività motoria è stato affrontato quello della sana alimentazione.

Il meeting si è chiuso la mattina del 23 maggio con la “Festa del villaggio dello sport” dove ai ragazzi che hanno partecipato al progetto sono stati presentati tutti gli sport: un vero e proprio villaggio virtuale composto da tutte le federazioni sportive. La manifestazione si è conclusa con una dimostrazione di attività per i diversamente abili e per persone della terza età.

I numeri sono stati notevoli, la partecipazione entusiasta: la prima edizione del progetto sembra proprio essere riuscita bene. Dunque, l’impalcatura è avviata e, con qualche piccolo aggiustamento, siamo pronti per affrontare i prossimi quattro anni.

Leggi anche i dati epidemiologici per guadagnare salute: stato nutrizionale, abitudini alimentari e attività fisica (pdf 1,7 Mb) e scarica la brochure del convegno internazionale (pdf 2,3 Mb).

Fonte: www.epicentro.iss.it

La sfida dell’obesità
nella Regione europea dell’OMS e le strategie di risposta

Clicca qui

Sovrappeso e obesità: la situazione dei bambini italiani
fotografata da OKkio alla SALUTE

Più di 1 bambino su 3 pesa troppo. E i genitori non se ne accorgono. L’indagine OKkio alla Salute dell’Istituto Superiore di Sanità mette in evidenza che 1 milione e centomila bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni sono sovrappeso o obesi. I bambini fanno poca attività fisica e quasi la metà di loro abusa di Tv e videogiochi. I genitori sembrano sottovalutare il problema: ben 4 su 10 non ritiene che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto all’altezza.

È sempre più preoccupante la situazione dell’obesità in Italia: il 12,3% dei bambini è obeso, mentre il 23,6% è in sovrappeso: più di 1 bambino su 3, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Questo significa che 1 milione e centomila bambini tra i 6 e gli 11 anni sono sovrappeso o obesi in tutta Italia. Sebbene nessuna Regione possa dirsi esente dal problema, le differenze sul territorio sono notevoli, con situazioni più gravi al Sud. Non solo. Quasi 1 bambino su 2 abusa di TV e videogiochi (per cui si raccomanda di non superare le 2 ore al giorno): un comportamento favorito dal fatto che la metà dei bambini dispone di un televisore in camera propria.

Sono alcuni dei risultati principali che emergono da “OKkio alla Salute”, indagine sulle abitudini alimentari e sull’attività fisica dei bambini delle scuole primarie (6-10 anni). Nel corso del 2008, sono stati pesati e misurati 45.590 alunni delle scuole terze primarie elementari in 18 regioni italiane. L’indagine ha visto una partecipazione elevatissima dei bambini e delle famiglie (solo il 3% ha deciso di non partecipare all’indagine). Gli alunni hanno compilato un breve questionario sulle abitudini alimentari e di attività fisica e sono stati poi pesati e misurati vestiti dagli operatori sanitari delle ASL, che hanno garantito l’uniformità e la qualità dei dati raccolti. Tra i genitori 46.469 hanno compilato un questionario fornendo informazioni sugli stili di vita dei propri figli e sulla propria percezione del problema.

OKkio alla SALUTE è parte di un più ampio progetto del Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie (CCM) “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, promosso dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In accordo con le Regioni, il coordinamento dello studio è stato affidato al Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Il progetto si è avvalso anche della collaborazione tecnica dell’Istituto Nazionale della Nutrizione (INRAN).

Cattive abitudini alimentari e scarsa attività fisica

L’indagine ha messo in luce la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari che non favoriscono una crescita armonica e che predispongono all’aumento di peso, specie se concomitanti. In particolare, emerge che:

  • l’11% dei bambini non fa colazione

  • il 28% la fa in maniera non adeguata

  • l’82% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante

  • il 23% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura.

Anche i dati raccolti sull’attività fisica sono poco confortanti: solo 1 bambino su 10 fa attività fisica in modo adeguato per la sua età e 1 su 4 non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine L’attività fisica, incluso il gioco all’aperto, è un fattore determinante per mantenere o migliorare la salute del bambino: si consiglia che i bambini facciano attività fisica moderata o intensa ogni giorno per almeno un’ora.

I genitori sembrano ignorare il problema

Inoltre, gli stessi genitori non sempre hanno un quadro corretto della situazione ponderale del proprio figlio: tra le madri di bambini con sovrappeso/obesità, ben 4 su 10 non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto alla propria altezza. E molti genitori, in particolare di bambini sovrappeso/obesi, sembrano sottovalutare la quantità di cibo assunta dai propri figli.

Le conseguenze fisiche, psicologiche, sociali ed economiche

Il risultato di un così grande sforzo organizzativo è importante: per la prima volta, infatti, abbiamo a disposizione dati confrontabili che descrivono con precisione il problema del sovrappeso e dell’obesità tra i bambini delle Regioni italiane. Si tratta di due condizioni che spesso comportano nei bambini un forte disagio fisico, psicologico e sociale, ma soprattutto sono la causa di molti problemi di salute, sia nell’infanzia che - più tardi - nell’età adulta. Non solo: provocano anche costi economici importanti per i singoli individui e per la società, e sono la conseguenza in buona misura di stili di vita e comportamenti errati, che si instaurano già nella prima infanzia. Si tratta di un problema sempre più diffuso: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la prevalenza di sovrappeso/obesità nella popolazione infantile europea è stimata pari al 20%: di questi, circa un terzo risulta obeso.

Il ruolo chiave della scuola

Grazie al ruolo attivo del Ministero dell’Istruzione e del mondo della scuola, durante l’anno scolastico 2007-2008 sono stati raccolti i dati sui bambini delle scuole primarie italiane, mentre nel corso del prossimo anno verranno raccolti quelli sugli adolescenti. Ben 2610 scuole italiane sono state coinvolte nell’indagine. I Direttori scolastici hanno risposto a un questionario fornendo utili informazioni sull’ambiente scolastico, sulle iniziative educative e sulle opportunità offerte per favorire una sana alimentazione e l’attività fisica degli alunni. I circa 1500 insegnanti coinvolti hanno spiegato alle famiglie a agli alunni l’utilità e il senso dell’indagine, dando un contributo essenziale all’iniziativa.

La scuola può giocare un ruolo importante nel migliorare lo stato nutrizionale dei bambini promuovendo e creando le condizioni per una corretta alimentazione dei bambini e favorendone l’attività motoria strutturata. I Dirigenti scolastici hanno riferito che il 64% delle scuole possiede una mensa; solo un 12% prevede la distribuzione di alimenti sani (frutta, yogurt…) per la merenda di metà mattina; il 71% delle classi svolge due ore di attività motoria durante la settimana; il 79% delle scuole ha inserito nei propri programmi approfondimenti in tema di nutrizione; il 90% ha inserito nei propri programmi iniziative di promozione dell’attività motoria e il 64% ha dichiarato di aver intrapreso iniziative di educazione alimentare.

Questa prima indagine ha permesso di raccogliere informazioni rappresentative, in tempi brevi e a costi limitati su aspetti importanti della salute dei bambini italiani. Le informazioni raccolte favoriscono una maggiore coscienza del problema da parte delle famiglie, che possono così meglio orientare i propri figli verso comportamenti e stili di vita sani. Le stesse informazioni permetteranno agli operatori sanitari e scolastici di intraprendere interventi mirati alla prevenzione dell’obesità e alla promozione della salute dei bambini in generale.

La ripetizione dell’indagine nelle scuole tra due anni, grazie all’efficiente rete di collaborazione che si è venuta a consolidare fra gli operatori del mondo della scuola e quelli della salute, consentirà di valutare l’evolversi della situazione nel tempo.

Diapositive di approfondimento:

Documentazione della conferenza stampa del 7 ottobre 2008 presso il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali:

Link utili:

Per ulteriori informazioni contattare:

Dott.ssa Angela Spinelli - 06 49904314 oppure 06 49904205

Fonte: www.epicentro.iss.it

 

Guadagnare salute

Un importante traguardo nella storia recente della sanità pubblica italiana è stato raggiunto con il programma “Guadagnare salute”, approvato dal Governo con il Dpcm del 4 maggio 2007, in accordo con le Regioni e le Province Autonome.

“Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari” è, come dice il sottotitolo stesso, un programma che ha come obiettivi principali prevenire e cambiare i comportamenti nocivi che costituiscono i principali fattori di rischio per le malattie non trasmissibili più comuni, di grande importanza epidemiologica e di forte impatto sulla sanità pubblica: malattie cardiovascolari, tumori, diabete mellito, malattie respiratorie croniche, disturbi muscolo-scheletrici e dell’apparato gastrointestinale, problemi di salute mentale.

L’investimento di questa iniziativa va valutato quindi sia a lungo termine, nel ridurre il peso delle malattie croniche sul sistema sanitario nazionale e sulla società, ma anche a breve termine, nel cercare di migliorare le condizioni di vita dei cittadini, promuovendo scelte salutari immediate e stili di vita sani (smettere di fumare, seguire un’alimentazione corretta, limitare il consumo di alcol e svolgere attività fisica regolare). Una nuova cultura della prevenzione in cui i singoli individui diventano protagonisti e responsabili della qualità della propria vita.

La cornice internazionale

A livello europeo, “Guadagnare salute” si inserisce a pieno titolo nella cornice della strategia per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche “Gaining health”, promossa dall’Oms nell’autunno del 2006.

A livello internazionale, l’Action Plan Oms 2008-2013 sulle malattie non trasmissibili (pdf 58 kb) definisce gli obiettivi e le azioni che devono essere implementate nell’arco di 6 anni, dal 2008 al 2013, e fissa gli indicatori di rendimento che devono guidare il lavoro dell’Oms a livello nazionale e internazionale, con particolare attenzione verso i Paesi a basso e medio reddito.

Leggi l’approfondimento sul Piano d’azione dell’Oms per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche non trasmissibili.

Le aree di intervento del programma

Le malattie croniche, che secondo l’Oms provocano l’86% dei decessi, il 77% della perdita di anni di vita in buona salute e il 75% delle spese sanitarie in Europa e in Italia, hanno alla base due tipi di fattori di rischio: quelli non modificabili (come l’età, il sesso e la familiarità per una patologia) e quelli modificabili attraverso cambiamenti dello stile di vita o mediante assunzione di farmaci (come un’alimentazione poco sana, il consumo di tabacco, l’abuso di alcol, la mancanza di attività fisica).

La strategia di Guadagnare salute (programma governativo trasversale) parte proprio dai 4 fattori di rischio modificabili e principali determinanti delle malattie croniche più frequenti, identificando 4 aree tematiche (o programmi specifici):

  • promozione di comportamenti alimentari salutari (relativo al fattore di rischio “scorretta alimentazione”)

  • lotta al tabagismo (relativo al fattore di rischio “fumo”)

  • lotta all’abuso di alcol (relativo al fattore di rischio “alcol”)

  • promozione dell’attività fisica (relativo al fattore di rischio “sedentarietà”).

La comunicazione per la salute

Un aspetto imprescindibile del programma Guadagnare salute è la comunicazione, che rappresenta una componente fondamentale degli interventi di prevenzione essendo uno strumento importante di conoscenza e informazione per operatori e cittadini.

Tre sono i piani di comunicazione istituzionale che sviluppa Guadagnare salute:

  • piani di comunicazione specifici per ogni intervento

  • una campagna informativa che mette il cittadino al centro delle scelte per la propria salute e impegna i governi a rendere possibili le scelte di salute

  • un programma specifico in collaborazione con il mondo della scuola.

Parola d’ordine: intersettorialità

“Guadagnare salute” indica strategie intersettoriali, basate su azioni che prevedono il coinvolgimento di settori diversi della società e delle istituzioni, e interventi specifici per la lotta al tabagismo e all’abuso di alcol e per la promozione dell’attività fisica e di una sana alimentazione, attraverso la stretta cooperazione di tutte le istituzioni e le organizzazioni della società interessate. La necessità dell’approccio intersettoriale nasce dalla constatazione che la gran parte degli interventi efficaci di contrasto ai fattori di rischio e di promozione di comportamenti salutari sono esterni alla capacità di intervento del Ssn.

Per agire in maniera adeguata sui fattori ambientali e sui determinanti socio-economici delle malattie croniche sono necessarie alleanze tra forze diverse e azioni coordinate e sinergiche. Uno degli aspetti principali di Guadagnare salute è, appunto, la collaborazione tra i vari Ministeri.

Piattaforma nazionale su alimentazione, attività fisica e tabagismo

Con Decreto ministeriale 26 aprile 2007 è stata istituita presso l'ex Ministero della Salute, la Piattaforma nazionale sull'alimentazione, l'attività fisica e il tabagismo con il compito di formulare proposte e attuare iniziative, in coerenza con il programma "Guadagnare salute". La Piattaforma, di durata triennale e presieduta dal Ministro della Salute, prevede la partecipazione di rappresentanti delle amministrazioni centrali interessate, delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e delle associazioni firmatarie dei protocolli di intesa. La Piattaforma, alla luce del mutato assetto politico in fase di ricostituzione, coinvolge:

  • Ministero della Salute

  • Dipartimento per le politiche per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri

  • Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri

  • Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive della Presidenza del Consiglio dei Ministri

  • Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

  • Ministero della Pubblica Istruzione

  • Ministero dello Sviluppo Economico

  • Ministero dell'Economia e Finanze

  • Ministero dei Trasporti

  • Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare

  • Conferenza per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano

  • Associazione nazionale Comuni d'Italia (Anci)

  • Istituto Superiore di Sanità (Iss)

  • Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (Ispesl)

  • Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran)

  • Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano

  • Associazioni di categoria della filiera alimentare

  • Associazioni dei consumatori

  • Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, firmatarie di specifici protocolli d'intesa con il Ministero della Salute

  • Associazioni dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta.

Protocolli di intesa

Il Programma interministeriale “Guadagnare Salute” si concretizza il 3 maggio 2007 con la firma dei protocolli d’intesa tra l'ex Ministro della Salute Livia Turco e i rappresentanti di 22 organizzazioni del sindacato, delle imprese e dell’associazionismo. Questi accordi sono stipulati per sviluppare iniziative concrete per la popolazione e non rappresentano un punto di arrivo, ma sono tappe di un processo in continua evoluzione, con l’obiettivo di un profondo cambiamento di mentalità, per riconoscere che un corretto stile di vita determina una buona qualità della vita. Sono stati firmati protocolli di intesa con:

I progetti a sostegno di "Guadagnare salute"

Il Ccm promuove il programma “Guadagnare salute” attraverso una serie di progetti, coerenti con le aree di intervento previste. Alcuni di questi progetti, nell’ottica dell’intersettorialità, sono “trasversali” alla 4 aree tematiche del programma.

Risorse utili

Fonte: www.ccm-network.it

 

per gli ANZIANI, MA NON SOLO

Dieta e ginnastica contro gli effetti collaterali delle cure anticancro

Seguire una corretta alimentazione e fare sport può essere di grande aiuto contro il senso di spossatezza e il calo fisico che interessano molti malati oncologici durante e dopo le cure

MILANO – Ansia, stress, fatigue, difficoltà di reinserimento al lavoro e nella ricerca di un nuovo equilibrio in famiglia e nella coppia. Si parla ancora poco dei bisogni e delle difficoltà incontrate dopo il cancro dai lungo-sopravviventi oncologici, quasi due milioni di persone che vivono in Italia dopo aver sconfitto tumore. La maggior parte di loro ha più di 65 anni e va incontro ai problemi legati all’invecchiamento che, sommati al frequente indebolimento dovuto agli effetti collaterali delle terapie antitumorali, li rendono particolarmente delicati. Fare ginnastica e seguire un’alimentazione giusta, però, può fornire un aiuto importante, semplice da ottenere e alla portata di tutti, contro il declino fisico. Non solo: uno stile di vita corretto protegge da possibili recidive di malattia.

SPORT E DIETA SONO FONDAMENTALI – Gli effetti benefici di una regolare attività fisica si manifestano, in particolare, contro la fatigue, quel senso di spossatezza, mancanza di concentrazione, attenzione e interessi a cui va incontro la stragrande maggioranza dei malati, durante e dopo le cure. «Contro i tumori, alimentazione e movimento giocano un ruolo importante sia in fase preventiva che per la qualità di vita durante i trattamenti oncologici», spiega Marco Venturini, responsabile dell’Oncologia all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) e coordinatore del convegno Per una vita come prima, dedicato ai «guariti» e alle loro testimonianze (patrocinato dall’Associazione italiana di oncologia medica e dalla Società italiana di cure palliative). Anche per infondere speranza nei pazienti e agevolare il dialogo sul post-malattia, durante il congresso è stato presentato il sito internet www.perunavitacomeprima.org, in cui sono raccolte le storie di persone che ce l’hanno fatta. «Esistono ormai molti studi su questo tema e le prove sono evidenti – prosegue l’oncologo -: l’attività fisica è protettiva nei confronti dell’insorgere del cancro, in particolare per colon e seno. Ad esempio, le ragazze che svolgono regolarmente attività fisica presentano una riduzione del rischio di ammalarsi di carcinoma mammario di circa il 20 per cento. I dati sulle pazienti con un tumore della mammella sono altrettanto chiari: lo sport può proteggere dall’insorgenza di recidive e ridurre la mortalità, soprattutto nelle donne obese o in soprappeso».

UN TOCCASANA ANCHE PER GLI ANZIANI –– I malati più avanti con l’età sono i più numerosi in oncologia e sono anche quelli più difficili da trattare . Perché soffrono di altre malattie, prendono già diversi farmaci e spesso la loro salute è più delicata. Nulla di più facile, quindi, che le terapie anticancro risultino frequentemente troppo pesanti. Ma anche per loro un adeguato programma a base di dieta e ginnastica «fatti in casa» può essere di grande aiuto, come dimostra uno studio americano, pubblicato sulla rivista Jama. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia, uno dei Paesi più «vecchi» del mondo, ogni anno si registrano circa 270mila nuovi casi di tumore, di cui 165mila (il 61 per cento) in persone con più di 65 anni. In particolare 90mila casi (il 33 per cento del totale) riguardano individui fra i 65 e i 74 anni e 75mila casi (il 28 per cento) soggetti di età superiore ai 75 anni. «Sono soprattutto loro, gli anziani – spiegano gli autori della ricerca Usa – a rischiare un declino funzionale permanente dopo il cancro, con un triplice danno: per la loro qualità di vita, perché pesano negativamente sul bilancio familiare e per i maggiori costi che questo comporta per il servizio sanitario nazionale».

CONFERME DALL’ULTIMO STUDIO AMERICANO - I ricercatori dei National Institutes of Health statunitensi hanno arruolato 641 partecipanti canadesi, inglesi e americani, lungo-sopravviventi (curati da cinque o più anni senza recidive), anziani (tra i 65 e i 91 anni) e sovrappeso, che avevano ricevuto una diagnosi di cancro al seno, al colon o alla prostata. A una metà è stato detto di proseguire nella routine giornaliera con le proprie abitudini alimentari e sportive, mentre l’altra metà degli ex-pazienti è stata seguita con un programma di dieta e leggero esercizio fisico che mirava a raggiungere piccoli obiettivi quotidiani. Ad esempio, fare minimi esercizi di rafforzamento muscolare, camminare 30 minuti al giorno, ridurre il consumo di grassi e mangiare porzioni maggiori di frutta e verdura. I risultati, dopo un anno, non lasciano dubbi: il gruppo seguito con alimentazione corretta e ginnastica dimostra migliori funzionalità corporee e capacità di movimento, un rallentamento del declino fisico legato all’età, una riduzione del rischio di ricomparsa della malattia e, più in generale, una migliore qualità di vita.

CAMMINARE, CORRERE, ANDARE IN BICICLETTA - Insomma, non è mai troppo tardi per iniziare a prendersi cura di sé, come racconta Eni Vittorini, che ha ricevuto la diagnosi di cancro al seno nel 2001: «Ero esausta, sconfortata, l’unica certezza era che non volevo sentirmi una persona malata. Così ho deciso di fare qualcosa di totalmente nuovo per me: ho iniziato a correre. I primi giorni mi fermavo a riposare ogni pochi metri, nel 2005 però ho concluso in 4 ore 24 minuti la maratona di Roma. Da allora non mi sono più fermata». Certo non tutti gli ex-malati possono o desiderano dedicarsi a gare di podismo. Per sentirsi meglio è sufficiente una minima attività quotidiana, come passeggiare almeno mezz’ora al giorno con un’andatura veloce. Oppure i medici consigliano almeno 60 minuti alla settimana di attività intensa (corsa, jogging, cyclette, ad esempio) o 150 minuti di esercizio moderato, come una bella camminata.

Vera Martinella
(Fondazione Veronesi)

Fonte: corriere.it

 

Atleti nel massimo sforzo: per vincere serve equilibrioo

Con la dieta a Zona gli sportivi migliorano le loro prestazioni

Diego Zilio

Dà spazio a frutta e verdura riducendo i carboidrati. Grassi solo da olio e mandorle

Tutti siamo alla ricerca del segreto per una vita più lunga e migliore. Gli antichi greci avevano trovato un termine per definire questo concetto: dìaita, dieta, che, letteralmente, significa «modo di vivere». La Zona è proprio questo. Nata grazie al biochimico americano Barry Sears negli anni Novanta sta sempre più prendendo piede, sia tra gli sportivi che tra la gente comune. La sua caratteristica? Fa perdere peso a chi ne ha bisogno ma senza far smettere di mangiare e si discosta dalle comuni diete salutiste e dal loro concetto di fabbisogno calorico perché intende il cibo come un potente «farmaco», capace di influire direttamente sul ruolo degli ormoni del corpo umano.
«L’assetto ormonale è influenzato sia dal numero delle assunzioni che dal corretto rapporto tra gli alimenti assunti in ogni singolo pasto o spuntino - spiega il dottor Aronne Romano - Le assunzioni consigliate sono almeno 5 per ogni giornata, tre pasti: colazione, pranzo, cena e almeno due spuntini: il primo a metà pomeriggio e il secondo poco prima di coricarsi. Ovviamente, per chi fa sport, il numero può però aumentare, arrivando anche a 7. L’importante è che ognuna di queste assunzioni mantenga il rapporto tra carboidrati, proteine e grassi in una percentuale ideale: il 40% delle calorie dai carboidrati, il 30% delle calorie dalle proteine e il 30% dai grassi. Queste proporzioni vanno rispettate almeno fino a quando si raggiungerà il peso ideale espresso in percentuale di grasso corporeo: per i non sportivi il valore ideale nel maschio va dal 12 al 15% mentre nella femmina pre-menopausa dal 19 al 22%. Negli atleti le percentuali variano in base allo sport praticato» prosegue il più importante discepolo italiano di Sears.
Semplificando, si può dire che la Zona dà largo spazio a frutta e verdura, riducendo drasticamente i carboidrati raffinati «come pasta, riso, patate e crostate», un sacrificio che, assicura chi ha provato questo sistema, vale però la pena di fare. Le proteine verranno principalmente assunte attraverso pesce e carne magra, mentre i grassi, essenziali nell’alimentazione, arriveranno all’organismo tramite olio e mandorle. E poi bisogna bere molto, almeno due litri d’acqua al giorno (ma non occorre rinunciare al bicchiere di vino a pasto). Nessuna dieta, però, s’improvvisa. La percentuale di grasso corporeo viene calcolata dal medico durante la prima visita assieme alla quantità di cibo raccomandato, espressa con l’unità di misura di base, il «blocco». Per blocco si intende un quantitativo di cibo che è per l’appunto composto dal 40% di carboidrati, dal 30% di proteine e dal 30% di grassi. Una volta che il paziente è a conoscenza del numero (strettamente individuale) dei blocchi da consumare al giorno ha a disposizione una tabella alimenti da seguire. Questo sistema permette il controllo della secrezione del glucagone e dell’insulina, l’ormone che serve al nostro corpo per veicolare e immagazzinare gli zuccheri presenti nel sangue sotto forma di grassi. E’ proprio questo l’obiettivo: mantenere il livello di insulina entro una certa «zona», così gli zuccheri vengono interamente bruciati e non fanno in tempo a trasformarsi in grassi. Se di primo acchito il metodo sembra pieno di calcoli, chi l’ha provato assicura che dopo alcuni giorni comporre i pasti sarà veloce e facile. Quali sono i benefici nella Zona? Tanti.
«Dalla maggiore lucidità mentale alla maggiore energia fisica, dalla minor sensazione di fame a un miglior aspetto perché diminuiscono la massa grassa e la ritenzione idrica. E così si previene anche il diabete».

Fonte: espresso.it

 

Salute: Garaci (Iss) - allarme fumo e alcol, europei bocciati per stili vita

Roma, 20 mar. (Adnkronos Salute) - Europei bocciati per stili vita. Anche se migliora la salute generale nel Vecchio Continente, è allarme per la crescita di abitudini sbagliate e 'pericolose'. A partire dal consumo eccessivo di alcol con la crescita, in tutti i Paesi, del fenomeno del 'binge drinking', ossia del bere per ubriacarsi. Preoccupanti i dati che riguardano i Paesi dell’Est, dove il 50% delle malattie è legato proprio al consumo di alcolici. E per quanto riguarda il fumo l’Europa ha la più alta incidenza di giovani fumatori al mondo. A dirlo è il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Enrico Garaci, che commenta i dati del Rapporto legato al progetto 'Eugloreh 2007', co-finanziato dall’Unione europea, coordinato dal ministero del Welfare e dall’Iss e presentato oggi a Roma.

Il Rapporto, che coinvolge 31 Paesi, "rappresenta uno strumento importantissimo - spiega Garaci - per ogni Paese che come in uno specchio può osservare le condizioni di salute dei cittadini e gli effetti delle politiche sanitarie". Per quanto riguarda gli stili di vita, ad esempio, l’alcol "è causa del 7% della mortalità prematura e disabilità". Un dato che aumenta significativamente nei Paesi dell’Est, "anche a causa delle transizioni politiche in atto in questi anni, che come tutti i cambiamenti, anche quelli migliori, sono stati complessi e non sempre indolore".

Incidere sugli stili di vita è fondamentale. "Si è osservato - spiega ancora Garaci - come riuscendo a modificare alcune abitudini si sono ottenuti effetti importanti. In Filanda, ad esempio, intervenendo sull’alimentazione, si è ottenuta una forte diminuzione del rischio cardiovascolare". Molti i settori, come indica il Rapporto Eugloreh 2007, su cui intervenire: dalla riduzione del fumo soprattutto tra i più giovani, a una maggiore attenzione all’ attività fisica (un europeo su tre non fa sport), alla lotta alle droghe e al miglioramento dell’alimentazione.

Fonte: adnkronos.com

Lo sport come farmaco

Presentato il progetto "L'esercizio fisico come farmaco". L'iniziativa, nata a Ferrara, prevede la prescrizione da parte dei medici di famiglia di movimento fisico al posto dei medicinali, per studiarne i benefici per la salute e i risparmi per le casse pubbliche
L'esercizio fisico è un vero e proprio medicinale. Partirà da questo presupposto un progetto ad hoc dell'Azienda sanitaria locale di Ferrara e dell'assessorato alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, che coinvolgerà 300 medici di medicina generale e 11 mila pazienti fra diabetici, ipertesi e anziani fragili. A tutti verrà consegnato un opuscolo sul movimento da effettuare, nonché un contapassi per controllare che eseguano le indicazioni giuste. I primi risultati verranno presentati a giugno 2009, mentre quelli definitivi a giugno 2010, con le cifre sui benefici e i risparmi ottenuti. Il progetto "L'esercizio fisico come farmaco" è sostenuto dalla Fondazione Carife e dalla Cassa di risparmio di Ferrara, oltre che dall'Associazione delle farmacie comunali (Assofarm) che distribuiranno gratuitamente in tutta Italia lo stesso opuscolo utilizzato per l'iniziativa emiliana in 500 mila copie. Ancora i farmacisti, perciò, come già era successo per la campagna "Farmaci e sport" promossa da FOFI e appena conclusa, sono il referente immediato per dispensare consigli di salute. "Dai numerosi appelli lanciati alle coscienze dei cittadini - ha detto Fosco Foglietta, direttore generale dell'Ausl di Ferrara - siamo passati a strutturare percorsi precisi, come fossero vere e proprie prestazioni sanitarie. E se nel corso di un anno riusciremo a dimostrare che le condizioni dei pazienti migliorano o rimangono buone, e che si producono risparmi, il progetto diventerà facilmente replicabile in altri contesti, con enormi benefici per il Sistema sanitario nazionale". L'iniziativa ha anche l'approvazione del sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio "Stiamo pensando a un modello per riuscire a inserire l'attività fisica nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). L'obiettivo è mettere a sistema l'esperienza di Ferrara, che eventualmente potrà essere trasferita in altre Regioni. Potremmo incominciare con altre due o tre situazioni analoghe, per poi estendere l'idea a tutto il territorio nazionale", ha dichiarato il sottosegretario.

Fonte: farmaciasciarretta.it

 

Lo sport come un farmaco, prescritto dai medici

L’attività fisica aiuta a prevenire tumori, infarti, ictus e diabete. Il sottosegretario alla salute Fazio propone d’includerlo gratis nei Lea

Tra i primi a dirlo, nel 1500, fu il medico-filosofo Girolamo Mercuriale: la ginnastica, sosteneva nel suo De arte gymnastica, è fondamentale per preservare la salute e guarire dalle malattie. Da allora, la scienza lo ha provato senza ombra di dubbio: con l’esercizio fisico ed una dieta adeguata, confermano i dati pubblicati recentemente sulla rivista Science, si possono evitare il 70 per cento dei casi di tumore del colon, il 70 per cento di ictus cerebrali, l’80 per cento di infarti e il 90 per cento di casi di diabete dell’adulto. Ma secondo i più recenti sondaggi gli italiani sono pigri: il 41 per cento della popolazione non muove un dito e toccherà a medici di famiglia, pediatri, geriatri «prescrivere» un po’ di ginnastica.

MENO MALATTIE E TAGLIO DEI COSTI PER IL SSN - Numerosi studi hanno dimostrato che l'attività fisica previene le malattie cardiovascolari, tumorali, metaboliche, abbassa colesterolo e pressione e recupera la non autosufficienza dell’anziano. Il tutto con un forte risparmio: un precedente progetto condotto a Perugia su 200 pazienti diabetici, ad esempio, ha dimostrato che una costante attività fisica nell'arco di due anni porta ad una riduzione di 660 euro a malato in spesa per farmaci. Altri studi, invece, hanno fornito le prove dell’utilità dello sport come strategia difensiva contro i tumori: nella prevenzione del cancro del seno e del retto, ad esempio, il 30 per cento è dovuto alla buona attività fisica.
Insomma, sarebbe buona regola fare almeno mezz’ora al giorno di esercizio, alternando lo sport alla semplice attività motoria come passeggiare o salire le scale, con l’obiettivo di mantenere un giusto peso corporeo (anche una scorretta alimentazione e l’obesità sono in relazione diretta con l’aumentata mortalità per alcune neoplasie quali colon, mammella, utero, prostata). L'attività fisica, infine, si è rivelata fondamentale per aiutare i pazienti oncologici a ritrovare il benessere psico-fisico dopo le cure.

LO SPORT COME FARMACO - È partendo da queste acquisizioni scientifiche, la cui conseguenza diretta è anche un risparmio in termini economici per il Sistema sanitario nazionale, che l’Azienda Usl di Ferrara, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e l’Università di Ferrara, ha dato il via al progetto L’esercizio fisico come farmaco - il movimento come strumento di prevenzione e cura. Di che si tratta? In pratica, 11mila pazienti a rischio individuati nella popolazione sedentaria (7.500 diabetici, 2.500 ipertesi, 1.000 anziani fragili) si vedranno consegnare dal proprio medico di base un contapassi e la prescrizione di un medicinale inedito: attività motoria personalizzata. I medici, che riceveranno un incentivo per la realizzazione del progetto, monitoneranno i pazienti ogni due mesi e fra un anno saranno valutati i primi risultati dell’iniziativa. Si tratta, ha spiegato il direttore generale della Usl di Ferrara Fosco Foglietta, di un «progetto sperimentale, unico in Italia, per la cura di diabete e ipertensione con l’attività fisica».

I BENEFICI ATTESI - Il progetto coinvolgerà 300 medici di famiglia e 11mila persone a rischio con l’obiettivo, appunto, di migliorare i parametri di salute ed arrivare ad una considerevole diminuzione del numero dei farmaci assunti da tali pazienti. Il tutto, ha detto Foglietta, «prevedendo un forte risparmio sulla spesa farmaceutica». I benefici attesi per gli «arruolati del nuovo stile di vita», infatti, se manterranno per un anno il programma di attività motoria, sono: riduzione del peso, della pressione, della frequenza cardiaca e del colesterolo. Nei diabetici è attesa la riduzione della glicemia di base. Per tutti i partecipanti allo studio si punta poi ad una progressiva riduzione del rischio di contrarre malattie da inattività e cardiovascolari. A favore dello sport come medicina si è espresso anche il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio, che ha definito quello di Ferrara come un modello da applicare anche ad altre regioni, annunciando anche che si sta valutando la possibilità di includere l’attività fisica come farmaco di prevenzione gratuito nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), per quelle categorie che ne possono beneficiare, che possono includere giovani, pazienti con patologie cardiovascolari e diabete o con problemi di salute mentale. V.M.

Fonte: Corriere della Sera.it

 

Sovrappeso, metà degli italiani all’Abc: non conoscono i grossi rischi per la salute

di A.G.
Chi è sopra la media si predispone all’insorgenza di diabete, patologie cardiovascolari (infarto, ictus, malattie del cuore), del fegato o colecisti, alcune forme di cancro e complicanze osteoarticolari . Eppure per i medici di famiglia della Fimmg fino al 10% degli assistiti è obeso e fino al 30% in sovrappeso, tanto da dover intervenire con un programma di riduzione del peso in almeno nel 40% dei casi: ma la maggior parte dopo un po’ abbandona i buoni propositi. E tra i giovani va ancora peggio.
Gli italiani non conoscono ancora adeguatamente i rischi per la salute legati all'eccesso di peso: tutta la scarsità di cultura del benessere e del buon vivere è emersa a seguito della somministrazione del questionario da parte della Federazione italiana medici di medicina generale a 793 associati, che rientra nel progetto di più ampio respiro, “Safe” (Stile di vita - Alimentazione - Farmaco - Esercizio Fisico), che prende il via in questi giorni in tutta Italia.
I risultati ottenuti risultano tutt’altro che incoraggianti: solo un italiano su due è consapevole dei rischi derivanti dal numero eccessivo di chili. Eppure, secondo il 74% dei medici di famiglia della Fimmg, fino al 10% degli assistiti è obeso e fino al 30% chiaramente in sovrappeso, tanto da dover intervenire con un programma di riduzione o mantenimento del peso almeno nel 40% dei casi.
Il peso in eccesso è un problema di salute pubblica, che sta assumendo dimensioni allarmanti a livello mondiale: in Italia i dati Istat, pubblicati nel 2007, evidenziano che più di un terzo della popolazione (34,2%) è in sovrappeso e il 9,8% è obeso.
E a livello giovanile le cose non vanno meglio: le stime ufficiali dicono che l’Italia detiene il non invidiabile primato dei bimbi più ‘cicciotti’ d’Europa. Secondo un’autorevole indagine condotta negli ultimi mesi nelle scuole italiane dal Ministero del lavoro, salute e politiche sociali e coordinata dall'Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Miur e con l'Istituto nazionale di ricerca e nutrizione, oltre il 35% dei bambini frequentanti la terza elementare (quindi tra otto e nove anni) risultano in sovrappeso. E anche in questa fascia d’età i motivi andrebbero ricondotti anche dalle cattive abitudini o la mancanza di sensibilizzazione adottata nell’ambiente casalingo, oltre che in quello scolastico.
Eppure da diversi anni i medici si sforzano di dire che l’obesità può essere causa dell'insorgenza del diabete, delle patologie cardiovascolari (infarto, ictus, malattie del cuore), delle malattie del fegato o colecisti, di alcune forme di cancro e delle complicanze osteoarticolari. Chi vuole ridurre la soglia di queste minacce diventa allora fondamentale, oltre a curare una dieta adeguata, seguire un corretto stile di vita. Se è relativamente facile far seguire un sano regime alimentare, almeno in un primo periodo, il vero scoglio è infatti quello di far iniziare un'attività fisica: per il 64% dei medici Fimmg è possibile in meno del 20% dei pazienti. Insomma, se sul fronte sociale e professionale c’è poco da stare allegri anche su quello della salute sarebbe bene cominciare a stare in guardia.

Fonte: Tecnicadellascuola.it

 

Sport-terapia: al Niguarda presto un Centro di Medicina dello Sport

All'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano un progetto ambizioso e complesso: quello di creare, presso l'Unità Spinale Unipolare, un laboratorio di valutazione funzionale dei propri pazienti mielolesi che diventi nel tempo un vero e proprio centro di medicina dello sport. Per uno sport non solo in fase riabilitativa ma anche agonistica 

ROMA - La notizia è intrigante: di quelle che possono spalancare scenari futuri, addirittura sportivi, a quanti, mielolesi, traumatizzati spinali, si trovano a fare riabilitazione senza prospettive per il dopo. Al Niguarda, che già nel 2007 ha siglato un Protocollo d'Intesa con il Comitato Paralimpico, volto alla promozione della sport-terapia presso l'USU del Presidio Ospedaliero, nascerà un laboratorio di valutazione funzionale dei pazienti mielolesi che si trasformerà nel tempo in un centro di medicina dello sport. Il progetto parla di proporre ai pazienti corsi semestrali serali di avviamento a sport vari, che si ripeteranno con cadenza ciclica.

Già si praticava fitness in palestra, nuoto, arco, pallacanestro e tennistavolo, presso l'USU del Niguarda. Poi è stata introdotta "la scherma in carrozzina, che ha potenziato l'equilibrio di tronco dei pazienti - si evidenzia nella relazione sull'attività di sport-terapia 2007/2008 - il tiro a segno e la cerbottana, strategica per migliorare i volumi polmonari e la forza di espirazione anche dei pazienti con pochi movimenti residui". Tutto questo in fase di riabilitazione. Poi l'esperienza terminava, restava lettera morta al momento delle dimissioni dall'Ospedale.

Il progetto che ha preso vita nei giorni scorsi, invece, si propone di istituire dei corsi serali di proseguimento, dopo le dimissioni dall'USU, degli sport già sperimentati in fisioterapia, e magari agevolare il tesseramento dei pazienti con le società sportive CIP della Lombardia. Ci saranno momenti di formazione e informazione su attività come la subacquea, il calciobalilla, il golf, il tennis, lo sci alpino. "Si pensa di attivare un vero e proprio laboratorio di valutazione funzionale - si evince da uno stralcio del progetto - per sondare le capacità cardiorespiratorie, circolatorie e muscolari" in sintesi le possibilità performative, sportive dei soggetti coinvolti. "un laboratorio che nel tempo vorremmo si trasformasse in un centro di medicina dello sport di riferimento per i pazienti con lesione del midollo spinale del Nord Italia".

E ancora: "Si tratta di un lavoro multidisciplinare, che prevede il concorso di professionalità varie: il docente di scienze motorie, il fisiatra ed il fisioterapista, l'allenatore della società sportiva". Così, pensano al Niguarda, "si potranno riconsegnare al massimo livello di autonomia ragazzi e adulti para e tetraplegici in cura nella struttura, permettergli di misurarsi con i propri ‘limiti' e con il proprio potenziale residuo". Molti scopriranno di avere delle carte vincenti da giocare ancora, una nuova vita di inclusione nel segno dello sport. (a cura del Cip)

Fonte: superabile.it

 

 

 

 

Chi Siamo
Attività
Magazine
Convegni

C.F.: 97082250834
Design by Agostino D’Arrigo
Webmaster Agostino D’Arrigo